CHIANTI FIORENTINO – Luciano Bartolini, Maria Grazia Esposito, Gianni Mantelli: sono i tre chiantigiani che hanno già iniziato a raccogliere le firme per presentare al Partito democratico metropolitano la propria candidatura al consiglio regionale (clicca qui per leggere l'articolo).
Tre nomi usciti da un percorso durato mesi, che il segretario del Pd del Chianti, Vincenzo Bartoli, ripercorre insieme al Gazzettino del Chianti.
Bartoli, quale il percorso con il quale sono state definite le tre candidature del Pd chiantigiano?
"E' stato un percorso lungo, addirittura iniziato nel mese di ottobre, anche perché all'epoca sembrava che le elezioni regionali si dovessero tenere nel mese di marzo. Dopo abbiamo rallentato ma la discussione fra l'organizzazione territoriale del nostro partito (zona), e le sei Unioni comunali del territorio non si è mai interrotta. C'è stata una discussione nei livelli organizzativi comunali nei quali sono emersi i tre nominativi che stanno già raccogliendo le firme per presentare la loro candidatura. Io, come segretario di zona, nelle tante riunioni che ho promosso su l'argomento ho sempre cercato la mediazione fra le diverse posizioni che si manifestavano, con l'obbiettivo di tenere unito il territorio".
C'erano sul tavolo altri nomi oppure è stato un percorso "netto"?
"Per la verità, dopo la pausa natalizia quando abbiamo ripreso gli incontri sul tema, c'era un solo nominativo sul tavolo quello di Luciano Bartolini, portato dalla Unione comunale di Bagno a Ripoli. Successivamente è arrivato quello di Gianni Mantelli per l'Unione comunale di Tavarnelle, dopo quello di Maria Grazia Esposito proposto dalla Unione comunale di Greve.
Al di fuori di queste, non ci sono state altre proposte".
Le varie anime del partito si sono trovate d'accordo oppure c'è stato da mediare consistentemente?
"Devo essere sincero, fino ad ora da parte delle aree del partito non ci sono state "invasioni di campo". Da questo punto di vista il lavoro è stato abbastanza semplice. Saranno le fasi successive, quelle della composizione della lista e della campagna elettorale (questa volta ci sono le preferenze), i momenti topici (speriamo di no), per i duelli rusticani".
Il Pd chiantigiano punta in particolare su qualcuno dei tre?
"Il Pd chiantigiano ha cercato, fino ad ora, di essere equidistante fra le diverse aspettative. Avremmo preferito presentare alla direzione metropolitana solo due candidature, ovviamente con la parità di genere, perché non fossero altri a fare le scelte che naturalmente dovranno anche tenere di conto degli equilibri del collegio, ma non è stato possibile. Come è noto nel nostro "collegione" (Chianti, Valdisieve, Valdarno, Mugello), sono previste sei candidature e se fossimo stati in grado di presentarne due, queste, con molta probabilità avrebbero avuto il posto in lista senza colpo ferire. Tuttavia per noi i tre candidati sono sulla stessa linea di partenza".
Secondo lei è la volta buona e il Chianti avrà, finalmente, una rappresentanza in consiglio regionale?
"Abbiamo lavorato alacremente perché questa può essere davvero la volta buona. Non ci facciamo illusioni, poiché nella migliore delle ipotesi, nel nostro collegio saranno due gli eletti e ci saranno molti elementi, anche indipendenti dalla nostra volontà, che influiranno sul risultato. Noi ce la metteremo tutta, poiché questo nostro territorio, famoso nel mondo, ma che non ha mai avuto rappresentanze istituzionali importanti, ottenga questo risultato. Del resto la prova generale l'abbiamo fatta con il Consiglio della città Metroplitana, dove abbiamo portato… in carrozza il sindaco di San Casciano. So bene che sarà tutto un altro film, ma noi faremo di tutto per essere protagonisti".
di Matteo Pucci
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