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venerdì 9 Dicembre 2022
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    Regione Toscana, via libera ad abbattimento ungulati. Coldiretti: “Provvedimento storico”

    "E' la chiave di volta attesa dal mondo agricolo toscano che aspetta da decenni un segno tangibile dalle istituzioni rispetto al controllo degli ungulati"

    FIRENZE – Plauso di Coldiretti Toscana all’approvazione della delibera di giunta regionale sul contenimento degli ungulati in Toscana.

    Che consente agli agricoltori muniti di licenza di caccia d’intervenire, sotto il coordinamento della polizia provinciale, direttamente sul proprio fondo.

    # Ungulati, la Regione Toscana varà novità per abbattimento e contenimento

    E’ quanto afferma Coldiretti Toscana che parla di “provvedimento storico” per la Toscana, ringraziando la vicepresidente della giunta regionale con delega all’agroalimentare, Stefania Saccardi,che ha finalmente colto l’importanza di intervenire in maniera tempestiva ed efficace su un problema dannoso per l’agricoltura, quello degli ungulati, che si sono moltiplicati arrivando al numero enorme di 450mila e una stima dei danni in campagna che supera i 4,5 milioni di euro”.

    “La delibera approvata dalla giunta regionale è la chiave di volta attesa dal mondo agricolo toscano che aspetta da decenni un segno tangibile dalle istituzioni rispetto al controllo degli ungulati”, esulta Fabrizio Filippipresidente di Coldiretti Toscana.

    “Una volta applicata questa norma la Toscana si porrebbe all’avanguardia nel quadro normativo – aggiunge Coldiretti Toscana  – rispetto al controllo degli ungulati”.

    “Diamo atto al presidente Giani di aver dato corso agli impegni assunti in campagna elettorale dopo l’approvazione da parte del consiglio regionale della mozione a firma Marras proprio sull’azione diretta dei proprietari per il contenimento degli ungulati”, continua Filippi.

    “Ogni 100 ettari di territorio si registra la presenza di almeno 20 cinghiali, mentre il Piano faunistico regionale – incalza il presidente Filippi – ne prevede da 0,5 ad un massimo di 5 capi. Si conta un ungulato per ogni pecora negli allevamenti, 4 per ogni maiale e 6 per ciascun bovino. Serve solo un’azione decisa da parte di tutti gli organi preposti al controllo perché la norma di traduca in successo”.

    “L’eccessiva presenza di fauna selvatica – prosegue Coldiretti – rappresenta un rischio per l’agroalimentare toscano visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche secondo lo studio Coldiretti/Symbola, dove in Toscana si contano 32 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciuti dall’Unione Europea tra formaggi, oli extravergine di oliva, salumi e prodotti a base di carne, vini, panetteria e pasticceria”. 

    “Il patrimonio agroalimentare e zootecnico conservato nel tempo dalle oltre 40mila imprese agricole con un impegno quotidiano – insiste Coldiretti Toscana – per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari”.

    “Un tesoro – viene evidenziato ancora – messo a rischio dall’avanzata dei cinghiali che sempre più spesso in queste aree si spingono fin dentro i cortili e sugli usci delle case, scorrazzando per le vie dei paesi o sui campi, nelle stalle e nelle aziende agricole”.

    “Una situazione che costringe ormai le aziende a lasciare i terreni incolti, stravolgendo l’assetto produttivo delle zone – aggiunge il direttore di Coldiretti Toscana Angelo Corsetti – con il rischio che venga meno la presenza degli agricoltori, soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico”. 

    “Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati – conclude Corsetti – E a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Italy agroalimentare”.

    “La proliferazione senza freni dei cinghiali – conclude Coldiretti Toscana – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali. Studi ed esperienze relative all’elevata densità dei cinghiali in aree di elevato pregio naturalistico hanno mostrato notevoli criticità in particolare per quanto riguarda il rapporto tra crescita della popolazione dei selvatici e vegetazione forestale”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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