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giovedì 30 Giugno 2022
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    Il sindaco annuncia: “Punire i responsabili, lavorare per nuovi punti di ritrovo”

    Fermezza da un lato, massima disponibilità dall’altro per capire e andare incontro alle esigenze dei giovani stradesi. Si è svolta in un clima molto costruttivo la partecipatissima assemblea pubblica di lunedì 12 novembre, organizzata da Comune e Avis nel Centro Civico di Strada in Chianti  per riflettere sugli atti vandalici che, nella notte di Halloween, hanno visto imbrattata l’appena restaurata Cappellina Landi, il fontanello per l’erogazione di acqua pubblica e numerose proprietà private.

     

    Presenti il sindaco Alberto Bencistà, gli assessori Simone Secchi e Simona Forzoni, il presidente dell’Avis stradese (rappresentata anche da molti consiglieri) Paolo Mariani, quello dell’Avis regionale Luciano Franchi. Le forze dell’ordine (polizia municipale e carabinieri), il parroco di Strada don Gianluca Mozzi.

     

    “A Strada in Chianti – ha esordito il sindaco – siamo ormai di fronte ad un ripetersi di atti vandalici, culminati con quelli della notte di Halloween. Che hanno causato dolore ai cittadini stradesi, all’Avis, all’amministrazione comunale, oltre che danni meramente materiali. Non servono analisi psicologiche: queste cose non si fanno e lo diremo a chiare lettere ai tre ragazzi, che abbiamo individuato grazie alla collaborazione dei cittadini stradesi (che non sono certo delle “spie” ma hanno fatto semplicemente il loro dovere). Li convocheremo con le famiglie e gli faremo pagare i danni: a questo punto gradirei venissero spontaneamente, ammettendo il proprio errore e promettendo di non rifarlo: se non accadrà li chiameremo noi”.

     

    Poi Bencistà ha espresso “preoccupazione per l’uso e l’abuso di sostanze alcoliche e droghe leggere. Dobbiamo avviare un dialogo con le famiglie, che spesso non hanno gli strumenti per affrontare certe situazioni: a maggior ragione nei prossimi mesi, quando gli effetti della crisi e della perdita dei posti di lavoro saranno ancor più drammatici”.

     

    Amarezza e delusione sono state espresse dal presidente dell’Avis stradese Paolo Mariani, che ha parlato di “un’offesa all’intero paese. Un atto che denota un disagio giovanile che deve far riflettere tutti: chi è impegnato nel volontariato, nelle attività sociali, nell’amministrazione pubblica, deve adeguarsi a un paese che è profondamente cambiato. Cerchiamo di aprirci e di capire le aspirazioni di una generazione che sta vivendo un’epoca difficile e pericolosa”.

     

    Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente regionale Avis Luciano Franchi: “Il problema è di tutta la nostra società, non certo dei giovani e basta. A loro è mancato un esempio: utilizziamo questo fatto come stimolo a ritrovarci, guardandoci in faccia e trovando delle risorse per reagire. Tutti insieme”.

     

    E se da un lato l’assessore Forzoni ha spinto a “dare fiducia questi ragazzi, se trovano gli stimoli giusti sanno essere partecipi e meravigliosi”, dall’altro l’assessore Secchi ha ricordato che “questi atti mettono in difficoltà anche da un punto di vista organizzativo. Chi danneggia non si rende conto del lavoro, pratico e burocratico, che poi deve essere fatto per rimettere a posto. Ma ci sono anche buoni esempi: il Comune ha attivato un’assicurazione che copre fino a dieci cittadini al giorno che vogliano impegnarsi a dare una mano. E’ già accaduto per le scuole di Panzano, accadrà per le scuole di San polo, sta accadendo per la gestione del verde pubblico a Strada in Chianti. E’ questa la strada, quella del buon esempio:magari dovremmo cercare di coinvolgerci i nostri giovani”.

     

    Moltissimi gli interventi da parte del pubblico, segno che il tema sta particolarmente a cuore agli stradesi. Fra questi l’apertura di don Gianluca Mozzi: “La Parrocchia è disponibile a collaborare, faremo la nostra parte”.

     

    La chiusura è stata del sindaco: “Come amministrazione comunale ci impegniamo a tornare a Strada in Chianti prima delle festività natalizie. Porteremo un piano concreto, di cui avremo prima parlato con tutte le associazioni del paese, in cui spieghiamo come vogliamo sfruttare al meglio le strutture esistenti. E cosa intendiamo fare per dare luoghi di ritrovo, comunicare quello che già c’è (che non è poco) e implementarlo al massimo delle possibilità di tutti”.

     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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