GREVE IN CHIANTI – Potrebbe essere presentato a Greve in Chianti, domenica 30 marzo con la partecipazione di sindaci ed agricoltori provenienti da molte nazioni europee, il progetto del “Distretto Biologico della Toscana".
Ad annunciarlo è il sindaco di Greve in Chanti, Alberto Bencistà, da sempre convinto sostenitore che "la strada maestra per la Toscana sia quella dell’agricoltura biologica".
"Il 2015 – ha detto il primo cittadino all'assemblea regionale del Pd toscano a Prato – sarà l’anno dell’Expo di Milano che avrà al proprio centro il tema dell’alimentazione e del cibo con tutte le sue coniugazioni possibili, soprattutto ambientali. Per la Toscana una occasione straordinaria".
"Ho partecipato di recente alla Settimana Verde di Berlino – ha ricordato – la più grande fiera agricola d’Europa e non solo, insieme a Claudio Serafini, presidente internazionale delle "Città del Bio" e a Piero Fassino, che ha proposto di organizzare a Torino, in contemporanea con l’Expo, un meeting mondiale sull’agricoltura biologica: proposta prontamente accettata".
E' dopo quella occasione, d’intesa con l’assessore all'agricoltura della Regione Toscana Gianni Salvadori, che è nata l'idea dell'appuntamento del 30 marzo.
I perché li ha spiegati ancora il primo cittadino grevigiano: "La crescente richiesta del mercato di prodotti biologici che fanno bene alla salute e contribuiscono in maniera significativa alla diminuzione dell’inquinamento".
Una questione politica, economica e culturale insieme, dunque, un punto programmatico importante anche per la prossima campagna elettorale europea.
Perché "per il ruolo del comparto agricolo e perché proprio in questo momento è in discussione la proposta di nuovo regolamento sulla produzione biologica adottato dalla Commissione Europea il 21 dicembre, partendo dal punto di vista dei consumatori e degli agricoltori".
A tal proposito Bencistà ha sottolineato ancora la questione degli OGM (organismi geneticamente modificati), "un tema sul quale non possiamo abbassare la guardia".
E quella dei rifiuti: "La strategia "rifiuti zero" è la risposta più corretta dal punto di vista ambientale e rispetto alle direttive comunitarie in materia. Ritengo che a livello mondiale il miglior modello sia quello di San Franscisco, rispetto al quale invito il Pd toscano a documentarsi".
di Redazione
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