Con Francesco Boschi 222 La Route, a Chiocchio, è diventata la patria chiantigiana dei cocktail

31 anni, imprunetino, iniziò a lavorare a 14 anni al Bar Italia di Impruneta. Poi esperienze nei grandi alberghi fiorentini, due anni a Ibiza. E la grande passione per la miscelazione

CHIOCCHIO (GREVE IN CHIANTI) – Lo guardi mentre allestisce la “linea”, cioè tutto quello che gli servirà per preparare i cocktail.

Mentre dosa le quantità nello shaker, “cesella” la guarnizione del bicchiere. E poi i colori, i profumi e, ovviamente, i sapori.

Francesco Boschi, 31 anni, imprunetino, ha portato dietro al bancone di 222 La Route, presso il circolo Arci di Chiocchio, la passione (e la competenza) per la miscelazione.

“Dopo il lockdown – raccontano Paolo, Norberto e Angelo, i tre soci di 222 La Route – abbiamo voluto integrare il personale. E siamo ripartiti a metà maggio con due risorse nuove”.

Enzo – proseguono – è il barista della mattina. Francesco invece, che ha esperienza e passione in particolare per il mondo cocktail, lavora la sera. C’è piaciuta molto l’idea dei cocktail in Chianti e ci stiamo credendo. Lui inventa e sperimenta. Prepara addirittura da solo alcuni ingredienti”.

Da 222 La Route quindi il cocktail è diventato un punto di riferimento. Sia da solo che per accompagnare le preparazioni della cucina (imperdibili l’abbinamento cocktail-fritto del giovedì, dalle 18.30).

“Ho iniziato a 14 anni al Bar Italia di Impruneta – ci racconta Francesco mentre prepara un cocktail a base di gin con tanto di… affumicatura – Poi ho fatto la scuola alberghiera e lo stage presso l’hotel Helvetia Bristol”.

Capisce subito che è un mondo che gli piace, in cui sviluppare il suo percorso lavorativo.

“Un anno dopo – ricorda – dall’hotel hanno iniziato a chiamarmi come extra, per un paio di anni. Poi ho lavorato aal Relais Santa Croce, per un anno e mezzo”.

Passa ad altri hotel fiorentini, sempre a 4 e 5 stelle, “prima come cameriere – dice ancora – e poi come barman”.

Perché è lì, dietro a quel bancone, che avviene la folgorazione: è il suo habitat naturale, basta vedere la disinvoltura con la quale si muove per capirlo al volo.

“A 28 anni – racconta ancora – sono andato per due anni a Ibiza. E li ho imparato a fare cocktail molto più tropicali, diversi dal classico cocktail italiano. Poi Villa Olmi a Bagno a Ripoli e, infine, qui…”.

Sono già tantissimi a venire a Chiocchio per i cocktail di Francesco. Che lavora continuamente alla creazione di nuovi sapori. Anche perché le materie prime qui sono di altissima qualità, è una sorta di dogma: dalla cucina al bar.

“Abbiamo una lista potenzialmente infinita – conclude – dove accanto ai classici, sempre presenti, ci sono le mie creazioni. A volte mi faccio anche un po’ raccontare i gusti del cliente per “cucire” su misura il cocktail”.

Un’esperienza da provare insomma. Qui, lungo la SR 222, la Chiantigiana, che “taglia” da Firenze verso il Chianti Classico, affacciati sulle vigne, il cocktail ha trovato… casa.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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