Dopo le accuse sulla variante: “Non ha a cuore la crescita del territorio”

GREVE IN CHIANTI – Sui contenuti dello strumento urbanistico, attaccato recentemente dal Centrosinistra per Greve (clicca qui per leggere l'articolo), definito "una manovra per pochi", prende la parola il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani

 

Il primo cittadino non solo rinvia le critiche al mittente ma alza i toni della discussione contrapponendo "all’effettiva visione d’insieme dello strumento urbanistico, che favorisce e crea opportunità per le aziende in generale, anche in settori mai contemplati, il tunnel, miope e ristretto, del campo visivo in cui si muove l’opposizione".

 

Sono parole pesantissime quelle che arrivano dal palazzo comunale: "Improvvisazione politica – si dice in riferimento al Centrosinistra – scarsa conoscenza della materia urbanistica, delle esigenze del territorio e del settore vitivinicolo e delle normative vigenti, attività propagandistica a fini esclusivamente strumentali sono gli aspetti che il sindaco attribuisce al lavoro tutt’altro che costruttivo del gruppo di minoranza e che evidenzia nella sua articolata risposta all’opposizione".

 

“Sono veramente critiche strumentali – dice Sottani –  la visione d'insieme è più che resa esplicita, anche se le possibilità che avevamo di intervenire, per legge, per il contesto di verifica delle pericolosità, per le stesse caratteristiche limitate che la "variante" prevista dal bando della gara di affidamento ha dovuto assumere (esclusivamente riferita al Regolamento Urbanistico senza intervenire nel Piano Strutturale), non poteva certo investire i temi che ora richiamano come necessari".

 

"Arricchire i servizi pubblici sarà senz'altro compito del nuovo piano – argomenta – ma in quale contesto economico sognano un nuovo welfare? Non si tratta di un nuovo strumento urbanistico generale, ma di limitate e circoscritte varianti che alludono a temi e problemi da troppo tempo trascurati quando non affrontati. Nessuna singola azienda è favorita, anzi, le regole nuove consentono la nascita di aziende che per ora, purtroppo semmai, non esistono".

 

“Abbiamo toccato, nell'agricoltura – prosegue il primo cittadino –  settori mai considerati e per quanto riteniamo che il settore vitivinicolo sia assolutamente strategico per il territorio, con la variante non c'entra nulla. Non c'entrano le multinazionali e non c'entrano le grandi aziende. C'entrano piuttosto le piccole attività familiari, quelle che possono innescare una cura ancora più attenta ai valori del territorio e della stessa biodiversità".

 

"C'entrano le attività venatorie – dice ancora – che la stessa Regione Toscana riconosce come essenziale e legata alle attività agricole e c'entra la socialità rappresentata dalle associazioni dei cacciatori che non svolgono solo attività "di caccia", ma anche di aggregazione, di cura, di attenzione, giocando un ruolo specifico e riconosciuto di presidio territoriale e ambientale".

 

"Senza sottrazione di nuovo suolo agricolo o naturale – rimarca – si sta tentando di consolidare e di trattenere a Greve importanti attività manifatturiere, solo migliorando e razionalizzando le aree artigianali e le relative normative, introducendo margini di flessibilità che favoriscano, tra le altre cose, non solo la diversificazione produttiva, elemento strategico fondamentale per lo sviluppo economico anche nella direzione della sostenibilità che è insieme ambientale e sociale, ma anche l'occupazione e l'accrescimento delle competenze locali”.

 

“Il caso di Dudda poi è solo meschinamente strumentale – precisa il sindaco riferito a situazioni particolari –  l'azienda in questione attende da anni una soluzione ai suoi problemi, che sono stati fatti oggetto di valutazioni d'insieme, semmai chi scrive non conosce evidentemente non solo le esigenze e i problemi legati alla produzione del vino, ma neppure i problemi urbanistici e territoriali a cui quegli stessi problemi alludono".

 

"Una cantina – dice – si fa senza previsione urbanistica, con un piano aziendale e senza pagare oneri; la si colloca più o meno dove si vuole in territorio agricolo e comunque non rappresenta certo un intervento speculativo da mettere a rendita: si tratta sempre di un investimento in una prospettiva di futuro a lungo termine".

 

"Nel nostro caso-rivendica – abbiamo risolto un problema che era stato tenuto in conto senza trovare soluzione già nella scorsa legislatura e lo si è fatto senza consumare nuovo suolo ma densificando un'area già utilizzata dall'azienda, più fortunata di altre solo per il fatto di essere già identificata dal RU vigente come area dedicata. Il problema degli spazi necessari alle nuove frontiere del mercato del vino si pone e si pone per molte altre aziende ed è già oggetto di valutazioni complessive".

 

Torna a battere su un tasto Sottani: "La visione d'insieme manca semmai a chi muove le accuse che scrivono, utilizzando frasi fatte e sollevando questioni generali e generiche, francamente anche un po' improvvisate. Mobilità pedonale e ciclabile? Sanno distinguere la differenza tra piano e politiche? Conoscono i limiti attribuiti dalla legge e la necessità di legare le opere pubbliche alla loro possibilità di finanziamento? Eppure dovrebbero venire da una tradizione di governo”.

 

“Un’ultima riflessione sulla partecipazione – tiene a dire il sindaco – tutto quello che prevede la variante è stato esposto e raccontato e descritto in più occasioni. Non solo in occasione dei molti incontri di commissione e di consiglio, ma anche coi circoli e con le frazioni nel giro che con i progettisti oppure da solo che ho fatto per tutta Greve e non ho avuto modo che di raccogliere un ampio consenso. Evidentemente confondere variante anticipatoria e piano generale, interesse pubblico e privato, sulle spalle di quello che è con tutta evidenza un interesse generale e condiviso è un fatto strumentale e miope".

 

"L'idea di territorio prefigurata dalla variante – conclude – e più ancora l'idea di territorio che maturerà con i nuovi strumenti è una cosa seria, non generica e passiva come quella che hanno, se hanno, in mente chi critica in questo modo. E' un'idea più attenta all'equilibrio ambientale, alla tutela del paesaggio e della biodiversità, più attenta alla cultura e alla socialità, orientato a fare di Greve un luogo dove sempre meglio si vive e si lavora e un luogo dove abitanti e imprese convivono nel riconoscimento dei reciproci diritti. Colgo l'occasione anche per ricordare che il 18 luglio è la data di scadenza per presentare le osservazioni alla variante anticipatoria”.

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...