GREVE IN CHIANTI – In un piatto tipico della tradizione marocchina, nei profumi, nei sapori, nei colori di un tagin speziato alle prugne, preparato e cucinato secondo una tradizione tipica della gastronomia di Casablanca, c’è tutto quello che il Comune di Greve vorrebbe raccontare e trasmettere ai ragazzi in tema di integrazione, dialogo, aperture alle culture più diverse.
Un menù che da solo disegna un cerchio intorno al valore della conoscenza e della cultura etnica del gusto, accostando carne, verdure, spezie, frutta, riso.
E dalla ricetta parte il viaggio delle tante esperienze da condividere a tavola con le famiglie straniere residenti nel territorio che si aprono, narrano il loro percorso di vita ai bambini durante il momento del pranzo.
Una ricetta, un’occasione per stare insieme e conoscersi, mille storie di vita vissuta che si integrano e arricchiscono il patrimonio di conoscenze di una comunità che vuole tenere alto il valore della diversità e della reciprocità culturale.
Sono questi alcuni degli aspetti salienti del nuovo progetto messo in piedi dalla giunta Sottani in collaborazione con la dirigenza scolastica e le insegnanti dell’Istituto comprensivo di Greve e il presidente della Comunità culturale islamica grevigiana Khalid Maarouf.
L’iniziativa, che prenderà il via mercoledì 20 gennaio con un menù di tradizione marocchina, nasce da un’idea dell’assessore alla pubblica istruzione Maria Grazia Esposito che ha concordato e definito contenuti e obiettivi del progetto dopo aver attivato un tavolo di lavoro aperto al territorio.
“Il progetto si inquadra in un programma didattico che, grazie alle insegnanti del comprensivo di Greve già da anni si muove su questi temi – spiega l’assessore Esposito – il percorso di condivisione vede protagonisti Maarouf e alcune famiglie immigrate del territorio e prevede il coinvolgimento attivo di una nutrizionista della Cir Food, l’azienda che ha in appalto il servizio di fornitura dei pasti per il servizio di refezione scolastica e le cuoche, responsabili del centro di cottura di Greve”.
Nel definire il primo dei cinque appuntamenti con il gusto dell’integrazione, esteso a tradizioni e storie di famiglie tunisine, senegalesi, egiziane, algerine, croate, romene, è stato fondamentale il supporto di una cittadina immigrata.
“Cucineremo il taijne con le prugne speziate – prosegue l’assessore – come lo prepara Siham Bouazize Taoussi, una cittadina grevigiana di origine marocchine che ha illustrato nel dettaglio il procedimento e la preparazione del piatto alle nostre cuoche, anche questo è stato un momento importante per conoscersi”.
L’obiettivo del progetto vede in una seconda fase, da realizzare il prossimo anno, il coinvolgimento diretto delle donne straniere in quanto collaboratrici effettive nella preparazione dei piatti.
“Mi piacerebbe offrire alle nostre cittadine interessate a partecipare all’iniziativa – prosegue – l’opportunità di seguire un corso per la certificazione HCCP e successivamente dare loro uno spazio nelle cucine scolastiche per esprimere le loro conoscenze culinarie e favorire nuovi percorsi di integrazione”.
Entusiasta del progetto Khalid Maarouf che aggiunge “il cibo è il modo migliore per conoscersi e stabilire contatti diretti con la comunità chiantigiana”.
La comunità culturale islamica grevigiana mette insieme oltre 30 famiglie di diversa nazionalità ed è attiva dal 2011.
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































