Il vicesindaco lascia: critiche feroci al sindaco su scelte urbanistiche e sull’immobilismo

GREVE IN CHIANTI – Il sindaco di Greve in Chianti Alberto Bencistà aveva appena fatto ristampare i manifesti con i nomi della "nuova" giunta, dopo le dimissioni di Paolo Sottani, ed ecco arrivare un'altra defezione.

 

Lunedì 17 febbraio ha infatti rassegnato le proprie "dimissioni irrevocabili" Stefano Romiti, al quale oltre alla deleghe ricoperte fin dal 2009 (attività economiche, Suap, infrastrutture e reti informatiche) si era visto assegnare anche quella a vicesindaco.

 

"Una decisione irrevocabile – dice Romiti – maturata nelle ultime settimane dopo una serie di eventi in giunta che non mi permettono di portare avanti l’azione amministrativa con la necessaria serenità”.

 

In particolare Romiti si riferisce alle ultime scelte di Alberto Bencistà su urbanistica ed edilizia, in cui il sindaco ha appena rimosso la responsabile Mila Falciani.

 

“Non può essere tollerato – dice Romiti – un cambio al vertice di un ufficio così strategico a due mesi dal voto, dopo che per anni nessuna decisione è stata presa in merito. Un cambio fra l’altro deciso da Bencistà senza nessuna condivisione con la giunta che ha appreso la scelta solo a cose fatte".

 

"Questo – rilancia – mette in evidenza una precisa strategia politica in vista delle primarie e non una scelta serena nei confronti dei cittadini. Ci eravamo impegnati, nel rispetto del nostro ruolo istituzionale, a non farci coinvolgere nelle vicende esterne alla giunta, ma purtroppo le scelte del sindaco dimostrano il contrario muovendosi in favore di una precisa candidata”.

 

“Il rispetto di questo patto per me rappresenta un assunto imprescindibile – aggiunge Romiti – e continuare nel mio ruolo non mi avrebbe consentito di esprimere liberamente il mio impegno rivolto ad un reale rinnovamento della politica locale”.

 

Inoltre, per Romiti, ha pesato molto "l’ostruzionismo nel portare avanti le attività del Comune da parte del sindaco, il continuo rinvio dell’approvazione di normali atti di programmazione come il calendario delle manifestazioni del Comune di Greve in Chianti piuttosto che l’avvio delle procedure per la costruzione del bilancio, è inutile, dannoso, e soprattutto inspiegabile”.

 

“Nel ruolo assegnatomi ho prestato il mio impegno con responsabilità – conclude Romiti – rispettando sempre la linea del sindaco. Ho lavorato a testa bassa senza mai badare alla politica che troppo spesso si attorcigliava intorno a discorsi e giochi di ruolo. Ho fatto del mio meglio per svolgere adeguatamente l’incarico che mi è stato assegnato, ma adesso non ci sono più le condizioni per continuare serenamente”.

di Matteo Pucci

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