GREVE IN CHIANTI – Tornano all'attacco le opposizioni grevigiane. O, sarebe meglio dire, le opposizioni e… una parte della maggioranza, visto che sulla questione del referendum sulle trivelle la presa di posizione è dei consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle (Giulia Nannelli e Sonia Butini), Centrosinistra per Greve (Giulio Pecorini e Letizia Burgassi) e di Leonardo Mannini, ancora in maggioranza nonostante abbia fondato il nuovo gruppo Energie Nuove per Greve.
"Greve in Chianti – accusano – con la giunta Sottani è diventata una vera e propria “città fast”, un brand di comune antiambientalista e nimby: favorevole all’inceneritore di Firenze, favorevole all’utilizzo delle trivelle nei nostri mari, favorevole a quel decreto Sblocca Italia, che è stato definito uno "scempio" da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food".
"Le conseguenze dannose di queste attività… fast – incalzano – che non portano alcun vantaggio alle popolazioni dal punto di vista energetico ed economico, possono essere invece notevoli per la salute delle popolazioni e dell’ambiente".
Proprio in questi giorni in cui a Greve si è riunito il coordinamento delle Città Slow, i cinque consiglieri comunali ricordano che "il rispetto della salute dei cittadini, la genuinità dei prodotti, sono due dei capisaldi delle Città Slow, che sono vanificati dagli inceneritori e dalle trivellazioni, che immettono veleni persistenti nell’ambiente, che poi passano nella catena alimentare".
"La cittàFast – continuano – non coincide col bene di tutti, con la solidarietà, ma con l’interesse di pochi. Il primo slogan della cittàFast sono i "tempi più rapidi", hastag e tweet, per sdoganare impianti improponibili. Noi siamo invece per il tempo della lumaca, che incarna l’idea della consapevolezza e della lungimiranza dei problemi, a difesa dei beni comuni e della Costituzione".
"La cittàFast – continuano – si pone automaticamente contro la tutela dei territori, del paesaggio, della bellezza, della salute. L'associazione Città Slow è in prima linea nella battaglia referendaria contro le trivellazioni, il Pd nazionale e locale invece le sostiene, e così in modo paradossale e del tutto improprio, Greve in Chianti si trova a promuovere, dal 18 al 20 marzo il Festival internazionale delle città slow!" .
"Domenica 17 aprile – concludono – in tutta Italia i seggi elettorali saranno aperti per votare al Referendum con cui si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere, che hanno già la concessione, di cercare ed estrarre gas e petrolio nei mari italiani entro le 12 miglia dalle coste, senza limiti di tempo (NO TRIV). Bisogna andare a votare e votare Sì: Sarà un segnale importante per l’abbandono delle fonti fossili per la produzione di energia nel nostro paese. E’ indispensabile raggiungere il quorum di più del 50% di votanti. Un’altra primavera sta arrivando".
di Redazione
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