Elisabetta Fabiani, in pensione dopo 42 anni di scuola: “Sento tanto la mancanza”

Maestra di asilo a Greve per 15 anni, da 22 alle elementari di Panzano: "Per me non era neanche lavoro"

GREVE IN CHIANTI – Elisabetta Fabiani è una di quelle maestre che amano il loro lavoro alla follia: e che accolgono la pensione con un po' di sofferenza. Per lei, infatti, quest'anno la campanella non suona. Ed è un suono che manca. Tantissimo.

 

"Lavoravo a scuola da 42 anni – ci racconta – All'inizio ho fatto il classico… giro del mondo. Poi ho lavorato 15 anni a Greve in Chianti, alla scuola materna; il resto alla scuola elementare di Panzano, dal 1996 ad oggi".

 

Ventidue anni da maestra elementare in un paese come Panzano ti fanno diventare parte delle aule, dei banchi. Delle vite dei bambini e delle loro famiglie. Per generazioni.

 

E alla domanda, come è svegliarsi in pensione? Elisabetta risponde con onestà: "E' brutto. Del resto io non l'ho mai vissuto come un lavoro. Andare la mattina a scuola era un piacere, sono sempre andata a divertirmi. Con i bambini e con i colleghi".

 

"Non sono tipo che si trova altre cose da fare per rimpiazzare – ci dice ancora – le avevo anche prima. Mi manca alzarmi la mattina per i miei bambini, sapere di non incontrare i miei meravigliosi colleghi. Immaginavo che sarebbe stata dura, ma non così; per qualcuno passo da… grulla ma cosa posso dire, io per ora la sento così. Che ci posso fare?".

 

Sincera e onesta Elisabetta. Anche quando le chiediamo come ha visto cambiare la scuola in tutti questi anni: "Tanto, anche se ero in una posizione privilegiata, in una piccola scuola di paese, rispetto a realtà più complesse".

 

"Ho visto genitori che non sanno dove mettere le mani con i figli – prosegue – spiazzati di fronte a tanti cambiamenti; bambini con problemi diversi rispetto al passato".

 

"La situazione panzanese però – ricorda – a parte la questione dell'immigrazione da affontare, è sempre stata una situazione tranquilla. A Panzano c'era padre Eliseo, con gli albanesi dei primi sbarchi che facevano i boscaioli: poi fecero arrivare le famiglie e non fu facile. Ma tutto sommato riuscimmo a integrarci. Del resto a Panzano hanno un grande pregio, quello dell'accoglienza".

 

"Quest'anno – conclude – da Panzano siamo andate via in tre: c'è stato un grande cambiamento. Che dire, la vecchia guardia ha lasciato…".

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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