GREVE IN CHIANTI – "Una vittoria nel nome della salute e dell’ambiente": dopo il MoVimento 5 Stelle grevigiano (clicca qui per leggere l'articolo) anche il Centrosistra per Greve in Chianti (in foto il capogruppo in consiglio comunale Giulio Pecorini) esprime soddisfazione per la decisione della Regione sull'utilizzo del glifosato nelle operazioni di diserbo.
"Con la risposta affermativa dell'assessore regionale alla Salute ad un’interrogazione in consiglio regionale di Toscana Sì – ricordano – che chiedeva il divieto di utilizzo del glifosato nelle zone extra agricole e di pubblico interesse, è stato fatto un grande passo avanti in una direzione da noi da sempre sostenuta".
"Il glisofato – sottolineano – è riconosciuto come probabile cancerogeno dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) e neurotossina ambientale, in quanto può provocare parkinsonismo in chi vi è esposto".
"Il risultato eccezionale – rimarcano – è stato raggiunto grazie alla ricerca medica ed all'impegno di molte associazioni, gruppi di cittadini, movimenti politici. Un ringraziamento particolare a Medicina Democratica, a Tommaso Fattori di Toscana Sì e all'assessore Stefania Saccardi per un coraggio che pochi hanno mostrato".
"Questa è una vittoria per questo territorio – dicono guardando a Greve – che su questo fronte è precursore da anni, con indicazioni precise fatte dalla passata amministrazione alla ex Provincia ed una mozione votata all'unanimità pochi mesi fa dal consiglio comunale rivolta alla Città Metropolitana dove si ribadiva la volontà di vietarne l'utilizzo nel territorio comunale".
"Adesso – incalzano – si deve procedere spediti con una campagna di sensibilizzazione in tutto il territorio comunale, tra cittadini ed aziende, perché il suo utilizzo in campo agricolo resta legale e, purtroppo, ampiamente diffuso. In un territorio come il Chianti, questo è chiaramente il problema maggiore da affrontare".
"Noi continueremo a batterci – annunciano in conclusione – perché si capisca che un’agricoltura differente è possibile e, alla lunga, economicamente sostenibile. Investire sulla qualità della vita degli operatori e dei cittadini, incentivare le produzioni che rispecchiano il territorio di origine, estendere i metodi di produzione biologica, eliminare o quantomeno ridurre la nocività del territorio può consentire di ridare vita e slancio ad un’economia che, anche nel nostro comune, non dà segni di ripresa".
di Redazione
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