Il M5S grevigiano a spron battuto contro l’Unione comunale del Chianti

Greve ha aderito il 22 dicembre: "Scelta inutile, spreco di risorse e tempo, perdita di sovranità"

GREVE IN CHIANTI – Contro le unioni e gli accorpamenti: "Chi si candida ad amministrare il nostro comune deve assumersi la piena responsabilità della gestione dei servizi e del territorio e non delegare a strutture sovraordinate i propri compiti".

 

Lo dice il MoVimento 5 Stelle grevigiano, che in una riflessione di fine-inizio anno centra la sua attenzione in particolare sull'Unione dei Comuni del Chianti fiorentino, "a cui Greve ha aderito ufficialmente votando l’atto costitutivo nell’ultimo consiglio comunale del 22 dicembre".

 

Una Unione, sostiene il M5S, che "vedrà la nascita di un nuovo consiglio comunale che sovrintenderà su tutti i comuni aderenti a questo progetto, di cui fanno parte San Casciano, Tavrnelle, Barberino e Greve. Dunque un’evidente perdita di sovranità da parte del nostro comune".

 

"E’ davvero difficile – riflettono i pentastellati grevigiani – tracciare un bilancio di questo ultimo anno in consiglio comunale. Tutto, ma proprio tutto, segue la logica perversa della politica renziana portata avanti in tutti i livelli amministrativi dal Pd. Il cittadino, norme alla mano, viene allontanato sempre più dalla gestione diretta dei propri contributi che versa in tasse e quant’altro, attraverso normative che noi contestiamo fortemente".

 

"Unione dei comuni – dicono – gestione futura dei rifiuti e dell’acqua, sanità: tutti servizi importantissimi per il cittadino che il Pd nazionale, regionale e locale, stanno affidando a contenitori sempre più ampi in cui l’ente locale di riferimento, nel nostro caso il Comune di Greve, sarà sempre più comparsa e sempre meno protagonista".

 

"Le Unioni dei Comuni – accusano – si riveleranno scelte inutili, spreco di risorse e di tempo. Il Pd  al solito lo capirà in ritardo come ha fatto con le partecipate".

 

"Abbiamo anche iniziato – annunciano – supportati dai consiglieri regionali 5 Stelle, un percorso di riflessione sulla futura costituente Ato Centro, organismo che dovrà gestire in futuro i rifiuti e l’acqua. Ebbene, si passerà da un gestore che ora si occupa di 12 comuni, ad uno che dovrà invece occuparsi di ben 70 comuni che abbracceranno le province di Firenze, Prato e Pistoia".

 

"Abbiamo proposto una mozione – ricordano – chiaramente bocciata dalla maggioranza del sindaco Sottani, in cui si chiedeva di sottoscrivere la volontà politica del comune di Greve di non appoggiare questo progetto. L’allargamento di gestione è previsto anche per le Aziende Sanitarie, che sono passate da 10 a 3, per finire con l’unione dei comuni".

 

"Ci viene detto – accusano – che tutto questo è il risultato di una legge regionale. Ebbene, chi governa da tempi immemorabili la nostra regione? Il Pd nazionale, regionale e locale, l’uno magari scaricando responsabilità sull’altro, stanno decidendo su questioni vitali per noi cittadini, e a nostro modo di vedere stanno prendendo decisioni scellerate che allontaneranno sempre più il cittadino dalla cosa pubblica. E che vedrà servizi sempre più costosi e sempre meno efficienti…e la colpa di una mala gestione, in futuro ancora più di ora, morirà fanciulla".

 

"Il MoVimento 5 Stelle – dicono – organizzerà presto banchetti informativi, in cui, carte alla mano, sarà a disposizione di tutti i cittadini che vorranno sapere di più sulle questioni delle “gestioni allargate”, perché dal nostro punto di vista, un’altra grossa pecca del sindaco Sottani, è stata quella di non aver informato adeguatamente la cittadinanza, soprattutto per ciò che riguarda l’unione dei comuni".

 

"Una cosa – concludono – sono i servizi associati, che probabilmente permettono all’ente locale di risparmiare sui servizi e di migliorarne l’efficienza (probabilmente ma non certamente, visto che nessuno è stato in grado di fornirci cifre che affermassero la sicurezza dell’efficientamento…). Altra cosa è far parte dell’unione dei comuni, in cui, leggendo lo Statuto, vengono i brividi solo al pensiero di dover sottintendere ad un consiglio comunale superiore, in cui peraltro il comune di Greve non avrà  la presidenza per un lungo periodo per questione di equilibri politici. Dunque, qual è il futuro del comune di Greve?".

di Redazione

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