Greve in Chianti: Chiara Rossi (Ziara) canta la colonna sonora del film “Che bella storia la vita”

Una voce splendida e una donna bellissima: siamo andati a conoscere la sua storia, che è passata anche da una magica isola spagnola... . Per tornare in Chianti

GREVE IN CHIANTI – Una cantautrice con una voce che riesce a entrarti nell’anima. Una bellissima ragazza, solare, che trasmette energia pura.

Abbiamo incontrato Chiara Rossi, Ziara, nella sua casa di Greve in Chianti.

Ziara è la voce della colonna sonora del film “Che bella storia la vita”, nato da un’idea del sancascianese Roberto Caneschi, che vede come regista Alessandro Sarti, in uscita martedì 16 maggio al Cinema Everest di San Casciano (posti esauriti).

E poi mercoledì 17 al Cinema Buondelmonti di Impruneta, giovedì 18 Cinema Boito di Greve in Chianti, venerdì 19 al Cinema Olimpia di Tavarnelle… .

Il testo è di Ziara, con l’aiuto del maestro Beppe Di Figlia, musiche di Giuseppe Vasapolli, mix suono Gabriele Fasano.

Ziara, come è nata questa collaborazione per il film “Che bella storia la vita”?

“E’ nato tutto un po’ per caso: ho conosciuto il regista Alessandro Sarti e Roberto Caneschi mentre stavo lavorando al maneggio “I Cavalli di Semifonte”, a Barberino Tavarnelle, erano venuti per girare alcune scene del film. Non era per me un periodo dei migliori: ero tornata dalla Spagna, trovandomi senza lavoro, abitavo nella casa dove viveva il mio babbo venuto a mancare prematuramente. Mi fu chiesto se mi sarebbe interessato fare una parte nel film. Al che feci presente di essere una cantautrice e che, al massimo, avrei potuto creare e cantare una canzone per il film. Sarti mi ascoltò e così decise che ero la cantante giusta per la colonna sonora”.

Ti vedremo nel film?

“No, ma ci sarà un’altra occasione, perché lavorare con Alessandro è un vero piacere”.

Parlaci di te…

“Quando ebbi questo momento del mio morale un po’ scombussolato, tra le tante cose mi venne l’idea di cambiare il nome, identificandomi in Ziara. Ricreandomi una sorta di personaggio, non una maschera per coprirsi, ma una sorta di alter ego da tenere sopra un palco. Dopo l’incontro con il regista mi sentii ritornare le energie giuste per ricominciare: l’idea di una colonna sonora per un film mi mise il giusto entusiasmo per buttarmi di nuovo in gioco”.

Torniamo un po’ indietro: il tuo primo lavoro qual è stato?

“Nel mondo dell’abbigliamento: lavoravo in un negozio, però sentivo che non era la mia passione. Così decisi di fare un viaggio, una mia esperienza di vita. Tra i miei amici c’era un ragazzo che mi descrisse un’isola meravigliosa. Arrivata a casa mi misi a vedere le foto su internet, era il posto giusto per me: sole, mare, pace”.

E dov’era…?

“L’isola di Lanzarote, nell’arcipelago delle Isole Canarie, in Spagna”.

Quindi facesti le valigie e via, da sola?

“Sì! Arrivata, trovai subito un impiego. Lavoravo sulla spiaggia, portavo da bere indossando una semplice maglietta, pantaloncini corti e infradito tutto il giorno, senza farsi mancare anche i lavori più faticosi come rastrellare la sabbia. Tornavo la sera a casa con i miei dolorini, però contenta. Un giorno arrivò nel locale un interessante personaggio, ganzissimo, un musicista italiano dal nome particolare. Si mise a un tavolino e cominciò a suonare la chitarra, e mentre gli portavo da bere mi misi a chiacchierare. Fece due note e iniziai a cantare. Fu un colpo di fulmine, non per amore, ma per la mia voce: così mi propose di cantare con lui, visto che non c’erano clienti da servire. Feci due o tre brani e subito mi offrì un lavoro: “Ma che ci stai a fare qui. Cambia subito” mi disse. Due giorni dopo feci il mio primo concerto della vita in un grand hotel, al terzo piano, su una piscina con vista mozzafiato. Da lì mi conobbero le agenzie di spettacolo, stipulando dei contratti interessanti”.

Nacque così, tutto per caso?

“Sì, ma non è sempre stato facile: cominciai ad andare nei pub, naturalmente frequentati prevalentemente da uomini. E ancora una volta conobbi un musicista spagnolo che m’inserì a cantare in altri locali. Il mio nome cominciò a girare per l’isola, tanto che dopo un paio di anni partecipai a Madrid all’edizione spagnola di “The Voice” (“La Voz”), grazie a due miei amici che mi accompagnarono. Ma non fini lì: il mio migliore amico italiano venne a sorpresa a Madrid, portando anche mia madre in trasmissione. Fu un’emozione molto forte, anche perché erano tre anni che non la vedevo”.

Con quale canzone ti esibisti?

“Un brano scelto dalla produzione, “Purple Rain” di Prince. E il bello è che questa era la canzone del matrimonio dei miei genitori. Fu tutto magico!”.

Quanto tempo sei stata a Lanzarote?

“Circa sette anni. Purtroppo nel frattempo scoppiò il Covid-19 e persi il lavoro. Ero sola e abitavo a Caleta Caballo, una zona in riva all’oceano: aprivo la porta, scendevo tre scalini ed ero sulla spiaggia. Ma con la pandemia non era possibile uscire, fuori c’erano i militari con i mitra che impedivano pure di passeggiare. Per la prima volta ho sperimentato la paura. Decisi di rientrare in Italia, tra i miei boschi, la campagna del Chianti: ed è ripartito tutto quando ho conosciuto il regista Alessandro Sarti. Adesso“strizzo” tutta me stessa, le mie storie, negative, positive, umane, e scrivo. Non mi bastano più le cover, sto lavorando con due persone fantastiche, Francesco Fanatstichini e Franco Poggiali di “Artestudio53”: vado nello studio di registrazione e creo le canzoni”.

E adesso?

“Continuo con i progetti, almeno una volta ogni due mesi mi piacerebbe fare uscire qualcosa di mio, unico “.

Hai abbandonato l’idea di tornare a Lanzarote?

“Per il momento sì, mi sento una cittadina del mondo, senza disprezzare il nostro Paese”.

Un tuo sogno?

“Quando sarò pronta uno dei miei più grandi sogni è andare sul palcoscenico di Sanremo”.

Ci salutiamo, e mentre stiamo per uscire ci “regala” (e regala ai nostri lettori) il suo ultimo video musicale, “Com’è il mare” (lo vedete in alto).

Per “Che bella storia la vita”… c’è solo da aspettare qualche ora, e domani sera ci sarà la prima. Intanto, qui sotto, nel finale del trailer, potete ascoltare un “assaggio” della colonna sonora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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