GREVE IN CHIANTI – Ha parlato, senza mezzi termini, di una “situazione drammatica”.
Quella di oggi, sabato 27 marzo, è stata la diretta più difficile dall’inizio della pandemia per il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani. E lo stesso primo cittadino lo ha chiarito fin dall’inizio.
“Avevo detto che mi aspettavo una settimana difficile – ha iniziato Sottani – ma non me la sarei aspettata così. Siamo passati da essere un comune con i dati più bassi della Città Metropolitana a essere uno dei peggiori, in una decina di giorni, contribuendo in modo sostanziale nel passaggio della Toscana in zona rossa. La situazione è pesante per tutte le persone che hanno contratto il Covid, e che improvvisamente si trovano a doverci fare i conti”.
“Parto dal numero dei casi – ha proseguito – In questa settimana siamo passati a superare il dato dei 250/100.000, siamo a 435/100.000 oggi, sabato 27 marzo. Fra i più alti di tutti i comuni della Metrocittà. Per essere ancora più chiaro, per rimanere sotto i 250 dovremmo avere un massimo di 33 casi/settimana, questa settimana ne abbiamno avuti 59, ovvero 26 in più del limite. Sono numeri impressionanti: mi aspettavo una crescita ma non in queste dimensioni”.
“Siamo in zona rossa come regione – ha aggiunto – ma lo saremmo stati come Comune anche se la Toscana fosse rimasta in arancione. Ieri mi ero già confrontato con i colleghi di giunta, con la Regione, con la Asl, per le decisioni che avremmo dovuto prendere. Poi la zona rossa regionale ha uniformato il tutto”.
Sempre sui numeri, ha proseguito Sottani, “faccio il confronto con il comune di Barberino Tavarnelle. Quando nei giorni scorsi ha comunicato la zona rossa faceva riferimento ai bassi numeri di Greve in Chianti, San Casciano. In una settimana la situazione si è completamente capovolta. A Barberino Tavarnelle hanno rispettato le regole in modo rigido, e i numeri sono calati: in una decina di giorni, con chiusura scuole e zona rossa è passato da circa 400/100.000 a 132/100.000”.
“Solo rispettando in modo rigoroso le regole – ha puntualizzato – si riesce a contenere il virus, in una situazione che per noi è molto difficile. Con una diffusione pesante nel nostro territorio. Con diverse situazioni di varianti, che si diffondono sempre più velocemente, soprattutto fra i più giovani”.
“E’ tristissimo – ha ammesso – essere in questa situazione nella settimana di Pasqua: a questo punto cerchiamo di sfruttarla nel miglior modo possibile, rispettiamo le regole, usciamo solo per motivi di necessità, cercando di avere meno contatti possibile con altre persone. Capisco che dopo un anno è difficile, ma visto che siamo vicini a poter avere una vera vaccinazione di massa, risolutiva, cerchiamo di mettercela tutta”.
“Da noi – ha spiegato ancora – ha inciso in maniera forte e pesante il fatto che il virus sia entrato nelle scuole: a partire dalla scuola dell’infanzia “Tirinannzi”, con i bambini senza mascherina: con 20 casi e 14 collegati a essi, quindi 34 in tutto. Con genitori, nonni, interi nuclei familiari contagiati, abbiamo diversi cluster in questo senso”.
Poi ha spiegato la distribuzione dei casi su tutto il territorio: “Abbiamo 88 persone attualmente positive, 43 decessi da inizio pandemia ad oggi, 5 persone sono attualmente ricoverate in ospedale con problemi respiratori. Sono 44 positivi a Greve, 5 a Panzano, 8 a Strada, 4 a San Polo, 5 a Ferrone, 2 a Lucolena, 6 a Greti, 7 a Chiocchio, 1 al Passo dei Pecorai, 2 a Montefioralle e uno domiciliato in un altro comune”.
“Siamo quindi di fronte – ha rimarcato ancora – a una situazione che non avevamo mai avuto nel nostro comune. E dalle segnalazioni che ho avuto oggi, so già che domani avremo altri numeri importanti. Dobbiamo invertire questo trend. Avevamo già chiuso i punti di aggregazione, come i parchi pubblici, ma non è servito più di tanto. Serve un comportamento responsabile. E limitare al massimo i contatti”.
“Continuate a dirci di fare più controlli – ha concluso – La nostra polizia municipale in questa settimana, che è stata la più difficile dall’inizio della pandemia, aveva tre persone in malattia (peraltro in situazioni neanche semplici, che potranno durare a lungo). Siamo riusciti a malapena a fare un turno di due persone alla mattina e un turno di due persone alla sera. E quasi interamente dedicati al Covid. Abbiamo fatto una riunione con i carabinieri di Greve in Chianti, che si sono messi a disposizione per aumentare i controlli. E sono sicuro che in zona rossa lo saranno. E chiederemo un sostegno anche ai Comuni vicini sul corpo di polizia locale. Ma la situazione è questa, e senza il contributo di tutti non se ne esce”.
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