PANZANO (GREVE IN CHIANTI) – Ci sentiamo in questo lunedì mattina di pioggia di maggio con Dario Cecchini, in un collegamento Chianti-Dubai.
Dove il macellaio panzanese di trova da alcuni giorni per aprire un nuovo locale, “Carna By Dario Cecchini”.
“Siamo qui a Dubai – ci dice con la sua voce che, come sempre, tradisce entusiasmo – ad aprire questo ristorante in collaborazione con SLS”.
“Un “ristorantone” – prosegue – in cui si porta la formula-Panzano. Ovvero, facendo passare dal concetto della steackhouse alla responsabilità di usare tutto l’animale”.
La location, ovviamente, è diversa da quella panzanese: “Qui a Dubai andiamo oltre il concetto della trattoria, ma lo decliniamo in modo più elegante e “sofisticato”. Dicendo che l’alta cucina non è solo filetto-caviale-tartufo, ma cucinare “alto e bene” tutti i tagli dell’animale. Dal naso alla coda”.
Quindi, ci dice ancora, “oltre a servire bistecca e filetto serviamo spiedini ci cuore, bollito misto con la sua tazza di brodo…”.
E come sta andando in questi primi giorni di apertura? “Benissimo. Le persone apprezzano il fatto di avere la cultura di usare tutto l’animale, essere carnivori più responsabili e curiosi”.
“Il target? E’ un bellissimo posto – risponde Cecchini – in un bellissimo grattacielo nuovo di 75 piani. C’è pubblico estremamente misto, tantissimi mediorientali, blogger, influencer venuti da Abu Dhabi. Persone dall’Egitto, dal Libano, dal Bahrein”.
“Un pubblico – e qui il macellaio panzanese tocca il punto che più gli sta a cuore – che fa bene anche al nome di Panzano e del Chianti Classico, un pubblico che solitamente non ci frequenta e non ci conosce”.
“Del resto – ricorda – lo spirito con cui andiamo all’estero è quello di gettare un ponte, che è bi-direzionale. E anche in questa situazione bisogna muoversi subito (anche se noi non ci siamo mai fermati)”.
Perché, ci racconta Cecchini con una delle sue metafore facili a capirsi, “c’è il concetto della lupinella, che se piove cresce e non piove secca, che è un concetto vecchio. E poi se la gente non viene ci si lamenta. Io invece sono per il concetto della coltivazione, del momento della semina, della cura della crescita e del raccolto”.
“Qui noi siamo a seminare – conclude – pensieri, possibilità, e vedere anche un po’ come è il mondo. E, comunque, giovedì… sarò in bottega. A Panzano”.

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