Gestione centri di accoglienza: la Lega grevigiana torna ancora all’attacco

Nell'inchiesta di questi giorni anche la coop che ha gestito il progetto Sprint al Ferrone. Verniani: "Pieno di negligenze"

GREVE IN CHIANTI – Divieto temporaneo di esercitare imprese e di ricoprire incarichi direttivi in persone giuridiche e imprese.

 

E' la misura presa dalla procura della Repubblica di Firenze nei confronti del presidente della cooperativa Il Cenacolo, nell'ambito dell'indagine (iniziata nel 2014 e "rilanciata" nel 2017) sulle presunte irregolarità nella gestione di alcuni centri di accoglienza nel territorio fiorentino.

 

A Greve in Chianti la notizia (che peraltro vede la stessa misura per il presidente di una seconda cooperativa e arresti domiciliari per altre due persone) ha destato scalpore.

 

Perché? Perché la cooperativa Il Cenacolo è stata la cooperativa che ha gestito il progetto Sprint al Ferrone (ed è bene precisare che in merito alla gestione del centro ferronese non ci sono rilievi di alcun tipo da parte degli inquirenti).

 

Il progetto chiuso nei giorni scorsi con valutazioni positive da parte dell'amministrazione comunale di Greve in Chianti, ma di ben altro segno da parte di alcuni cittadini e forze politiche. Come la Lega.

 

"Il Cenacolo – dice a questo proposito Simone Verniani (nella foto in alto insieme a Matteo Salvini), capogruppo della Lega in consiglio comunale a Greve – è proprio la Coop che gestiva il Progetto Sprint al Ferrone per l'accoglienza di minori albanesi. Quello inviso a molti dei residenti e che io stesso, alle varie assemblee e riunioni indette propedeuticamente, avevo criticato per la gestione".

 

"Il sindaco Sottani – rimarca Verniani – ha dichiarato che il progetto si è chiuso con successo, grazie anche alla professionalità dei dirigenti della Coop, sorvolando sul fatto che problemi anche gravi causati da negligenze e carenze proprio del personale, sono avvenuti più di una volta. Portando a scazzottate sulla Sita e altri episodi ben noti a chi segue le vicende grevigiane".

 

"Non era stata criticata l'accoglienza in sé – precisa Verniani – ma soprattutto la gestione, cosa che aveva portato anche ad una raccolta firme (circa 220) con la richiesta di chiusura del centro, inviata in Prefettura e al sindaco di Greve. Completamente ignorata, anche ben oltre i sessanta giorni indicati per la risposta da parte delle istituzioni".

 

"Forse – domanda Verniani – vi era timore di confrontarsi con la realtà delle persone che vivono nella frazione e perdere consensi, e si è preferito fare finta di niente? Ora si viene a sapere, dalle indagini, che la gestione da parte delle Coop era dedita a fare principalmente business, fregandosene altamente della qualità della vita nelle strutture dei migranti, vero sopruso a danno dell'accoglienza tanto decantata".

 

"I  maligni – sottolinea il capogruppo leghista – potrebbero ipotizzare parole diverse da quelle dichiarate: non è un progetto chiuso con successo alla fine di un percorso di accoglienza, ma è una nave di cui qualcuno aveva previsto l'affondamento. E, come risaputo, in tal caso i topi la abbandonano".

 

"La procura – conclude il segretario provinciale della Lega Alessandro Scipioni – sembrerebbe confermare quanto varie volte abbiamo ipotizzato. La tanto decantata politica di accoglienza non è un faro per il mondo, ma un sistema farraginoso del quale spesso approfittano speculatori spregiudicati. Che nascondono i loro interessi dietro la maschera della solidarietà".

di Redazione

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