GREVE IN CHIANTI – La decisione di Leonardo Mannini, consigliere comunale di San Polo eletto nella lista che ha sostenuto il sindaco Paolo Sottani, di uscire dalla maggioranza per fondare il gruppo “Energie nuove per Greve” è stata formalizzata lo scorso 22 febbraio ma non ha colto nessuno di sorpresa.
Da tempo, infatti, in lui che aveva sostenuto con convinzione l'ascesa di Matteo Renzi alla carica di segretario del Pd stava crescendo il malumore per molte delle scelte politiche del premier e per la linea del partito ormai modellato a immagine e somiglianza dell'ex sindaco di Firenze.
Uscito dal Pd, come partito e come gruppo consiliare ma non, precisa, dalla maggioranza, anche se nel lungo documento che ha accompagnato la sua decisione ammette che “poi si vedrà”.
“Non mi riconosco più in questo partito a livello nazionale e ho ritenuto che sarebbe stato fuori luogo restare. Ma non ho visto motivi per uscire dalla maggioranza, anche se devo ammettere che è una posizione un po' imbarazzante”, dice al Gazzettino del Chianti pur sottolineando di non avere mai avuto problemi né con il sindaco né con gli altri colleghi di maggioranza.
Questo “imbarazzo” in realtà dura da tempo, ed è uscito allo scoperto prima con la decisione di dimettersi da presidente della commissione urbanistica e poi, nell'ottobre scorso, votando assieme alle opposizioni nel consiglio comunale straordinario sui rifiuti che, di fatto, ha sancito l'espulsione di Greve dal protocollo “Rifiuti zero”.
Un tema, quello dei rifiuti, sul quale Mannini non transige schierandosi apertamente contro la posizione del sindaco e della maggioranza della quale formalmente fa ancora parte. È di pochi giorni fa la sottoscrizione del durissimo comunicato delle opposizioni del Centrosinistra per Greve e del MoVimento 5 stelle contro il libretto distribuito nelle scuole di Greve sul riciclo dei rifiuti che anche secondo Mannini “promuove il pensiero inceneritorista”.
Su rifiuti, fitofarmaci e adesione al protocollo “CasaClima” (promosso dalla provincia di Bolzano, prevede la costruzione dei nuovi edifici con elevati criteri improntati al risparmio energetico), Mannini si pone su posizioni molto nette e totalmente identiche a quelle dell'opposizione.
E sul resto? Sull'adesione di Greve all'unione con San Casciano, Tavarnelle e Barberino ha votato “criticamente”.
Cosa significa? “Ammetto che non ho avuto modo di conoscere la questione in maniera approfondita e di farmi un'opinione completa: ho votato a favore dell'adesione anche se ero d'accordo con quanto hanno sostenuto le opposizioni, soprattutto sul fatto che Greve ha più affinità con Bagno a Ripoli che con San Casciano”.
Resta il tema dell'urbanistica dove, dice Mannini, “il bello deve venire”. “Per ora ci sono stati documenti piuttosto generali – conclude – vedremo quando si dovrà votare il nuovo piano strutturale”.
di Matteo Morandini
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