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venerdì 15 Maggio 2026
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    Nadia Terranova al Premio Letterario Chianti domenica 17 maggio: a Greve in Chianti

    Con il romanzo "Quello che so di te", alla casa del popolo grevigiana dalle 17: incontrerà la giuria dei lettori

    GREVE IN CHIANTI – Nadia Terranova presenterà alla giuria dei lettori del Premio Letterario Chianti il suo romanzo “Quello che so di te” (Guanda) domenica 17 maggio, alle ore 17, presso la casa del popolo di Greve in Chianti.

    Nadia Terranova è nata a Messina e vive a Roma. Ha pubblicato “Gli anni al contrario” (2015, vincitore dei premi Bagutta Opera Prima, Brancati, Fiesole, Bergamo, Grotte della Gurfa, Viadana e Viadana Giovani, e dell’americano The Bridge Book Award), “Addio fantasmi” (2018, finalista al Premio Strega, Premio Alassio Centolibri, Premio Mario La Cava).

    “Trema la notte” (2022, Premio Elio Vittorini, Premio Internazionale del Mare Piero Ottone) e, per Guanda, “Quello che so di te”, finalista al Premio Strega 2025.

    Ha scritto inoltre saggi, racconti, testi teatrali e opere di letteratura per l’infanzia. I suoi libri sono tradotti in Europa, negli Stati Uniti e nel mondo arabo.

    IL LIBRO

    C’è una donna in questa storia che, di fronte alla figlia appena nata, ha una sola certezza: da ora non potrà mai più permettersi di impazzire.

    La follia nella sua famiglia non è solo un pensiero astratto ma ha un nome, e quel nome è Venera. Una bisnonna che ha sempre avuto un posto speciale nei suoi sogni. Ma chi era Venera?

    Qual è stato l’evento che l’ha portata a varcare la soglia del Mandalari, il manicomio di Messina, in un giorno di marzo?

    Per scoprirlo, è fondamentale interrogare la Mitologia Familiare, che però forse mente, forse sbaglia, trasfigura ogni episodio con dettagli inattendibili.

    Questa non è solo una storia di donne, ma anche di uomini. Di padri che hanno spalle larghe e braccia lunghe, buone per lanciare granate in guerra. Di padri che possono spaventarsi, fuggire, perdersi.

    Per raccontare le donne e gli uomini di questa famiglia, le loro cadute e il loro ostinato coraggio, non resta altro che accettare la sfida: non basta sognare il passato, bisogna andarselo a prendere.

    Ritornare a Messina, ritornare fra le mura dove Venera è stata internata e cercare un varco fra le memorie (o le bugie?) tramandate, fra l’invenzione e la realtà, fra i responsi della psichiatria e quelli dei racconti familiari.

    Nadia Terranova ci consegna con queste pagine il suo romanzo più personale e più intenso, che ci interroga sul potere della memoria, individuale e collettiva, e sulla nostra capacità di attraversarla per immaginare chi siamo.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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