GREVE IN CHIANTI – Da nonno morente a nonno volante. È una storia che ha dell'incredibile quella di Remo Gradi, fiorentino classe 1926 (compirà 90 anni a gennaio), ospite della residenza sanitaria Rosa Libri di Greve in Chianti, dove è arrivato nel luglio 2014 in condizioni psicofisiche preoccupanti.
In poco più di un anno, grazie a uno spirito combattivo e a tanta riabilitazione ha riacquistato le forze e ha sperimentato l'ebbrezza del volo su un “autogiro”, una specie di elicottero ultraleggero a due posti.
E come il protagonista del film Pixar “Up”, al quale somiglia vagamente, è riuscito a realizzare un sogno e a ricondurre la propria vita, volando, verso un'insperata serenità.
Proprio oggi ha lasciato la residenza, per tornare nella sua casa al Poggetto, a Firenze. “Qui sono in una gabbia dorata – ha detto al Gazzettino del Chianti pochi giorni prima del congedo dal Rosa Libri – dove sono protetto e dove tutti mi vogliono bene. Ma avevo il desiderio di tornare nel mio mondo, di riprendermi la mia vita”.
Una vita che gli ha riservato anche tanto dolore (a Greve è arrivato poche settimane dopo la morte della moglie, qualche tempo prima aveva perso il figlio cinquantenne) ma nella quale Remo ha sempre trovato un appiglio per risalire.
“Bisogna avere speranza nel tempo, essere ponderanti e riflessivi, perché una soluzione si troverà sempre – rivela – È un pezzo che ho smesso di correre dietro al tempo, non vale la pena perché tanto lui vince sempre”.
Accanto a Remo c'è Elisabetta Rettori, dipendente della struttura grevigiana e originaria di Montespertoli. È lei che lo ha convinto a volare, è lei il suo “angelo custode”.
“Dal momento del suo arrivo – racconta Elisabetta – ha iniziato un percorso riabilitativo con la ginnastica e pian piano si è rimesso in forma. Qui dentro è rifiorito, è un uomo molto vivace a cui tutti vogliono bene. Nei mesi scorsi ha partecipato a un evento della Croce Rossa e ha recitato una poesia assieme a Narciso Parigi”.
Poi la partecipazione all'ultima edizione del Festival grevigiano della canzone, dove è stato tra i protagonisti e ha ricevuto assieme ad altri il primo premio nella categoria “Simpatia”
Elisabetta lo ha coinvolto nell'avventura del volo, che da tempo coltiva frequentando vari gruppi di appassionati in tutta la Toscana.
“Questa nostra "pazzia" è iniziata quasi per gioco – ci dice – volare era una delle cose che a Remo sarebbe piaciuta di più, così abbiamo iniziato a scherzarci sopra. Poi però, quando lui ha deciso di tornare a casa, ne abbiamo parlato più seriamente e abbiamo accelerato”.
Tutto è accaduto una domenica dello scorso settembre: Elisabetta lo ha chiamato alla residenza e gli ha detto che la cosa si sarebbe potuta fare quello stesso giorno.
“Remo – ricorda – ha detto sì senza esitazione e in poche ore eravamo all'aviosuperficie di Mensanello, a Colle Val d'Elsa, con un autogiro pronto al decollo”.
Un'esperienza straordinaria, al cui ricordo gli occhi di Remo si illuminano come quelli di un bambino.
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Il segreto di questa forza? “Mente sana in corpo sano” risponde prontamente. “Ho la quinta elementare ma nella vita sono riuscito a fare tante cose, sono stato presidente dell'associazione dei pazienti anticoagulati (Aipa, n.d.r.) di cui ancora oggi sono vicepresidente. Chissà dove sarei potuto arrivare se avessi studiato di più! Ma ho letto tantissimo e leggo ancora, soprattutto di storia. Questo allenamento per il cervello mi ha salvato”.
Ad ascoltarlo c'è tanto da imparare: il suo primo mestiere è stato il meccanico, durante la guerra aiutava i partigiani andando a sabotare gli scambi sui binari, poi nel '52 l'impiego alle Ferrovie.
Nel tempo libero costruiva mappamondi in stile antico e grazie a questa attività ha potuto tener viva un'altra sua grande passione, quella per i viaggi. “Ho visitato ventidue Paesi”, racconta con orgoglio.
“Nella vita bisogna sempre lottare, perché la vita è una commedia… tragicomica”, dice ancora sorridendo.
Da oggi inizia una nuova pagina, anche se all'Rosa Libri la sua assenza sarà di quelle difficili da colmare.
di Matteo Morandini
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