GREVE IN CHIANTI – Un'opera terminata e funzionante, ma divenuta negli anni un ambiente… da speleologi, con tanto di “stalattiti” e “stalagmiti” che hanno portato alla chiusura con transenne di alcuni punti del piano inferiore, ancora oggi in parte inagibile.
È il parcheggio di piazza della Resistenza a Greve, la cui storia tormentata non troverà una conclusione neanche per l'anno in corso.
A causa dei vincoli del patto di stabilità, infatti, fino al 2016 non sarà possibile intervenire per eliminare le infiltrazioni, causate soprattutto da una esecuzione non a regola d'arte dei lavori di impermeabilizzazione.
Stesso destino per il progetto di ultimazione della struttura (in particolare la sistemazione dei bagni pubblici e l'installazione dell'ascensore) e di mitigazione ambientale, che potrà conoscere avvio solo dopo l'approvazione dello strumento urbanistico.
Per il ripristino della impermeabilizzazione si parla di circa trentamila euro, mentre per i lavori di ultimazione dall'amministrazione comunale indicano un importo che dovrebbe aggirarsi attorno ai 300-350.000 euro.
Cifra che andrebbe quindi ad aggiungersi al milione abbondante (1.025.000, di cui 900.000 finanziati dalla Regione Toscana, i restanti da risorse di bilancio) già speso per la realizzazione del progetto originario, quello cioè che vediamo adesso.
La vicenda è intricata e parte da lontano. È il 2004 ed è appena iniziata l'amministrazione di Marco Hagge quando viene viene richiesto il contributo straordinario alla Regione Toscana, poi concesso nel maggio del 2007.
Il progetto esecutivo definitivo è approvato il 3 marzo del 2008 e l'opera, 97 posti auto al piano seminterrato e 96 al piano terra, viene collaudata all'inizio di settembre 2009 (sindaco Alberto Bencistà) e ultimata il 9 ottobre.
Da qui in poi iniziano i problemi: nel febbraio del 2010 vengono contestati alla ditta esecutrice dei lavori, la Cogetec srl di Roma, lavori di riparazione rimasti inevasi per oltre 27.000 euro e nel luglio del 2011 l'amministrazione comunale ha comunicato alla compagnia assicurativa la possibilità di riscossione coattiva della polizza fideiussoria.
Un doppio contenzioso, nel quale non manca il “mistero” della ditta scomparsa: della Cogetec, infatti, si sono perse le tracce dal 2011, da quando risulta inattiva presso la Camera di commercio di Roma.
Quanto agli interventi di mitigazione, sono state valutate negli ultimi anni varie ipotesi: dal “green wall” al rivestimento in cotto (come quello della biblioteca comunale) previsto peraltro nel progetto originario, fino ad un rivestimento in pietra con mitigazioni anche con alberature.
Dice il sindaco Paolo Sottani che “sono allo studio ulteriori ipotesi di interventi più economiche che stiamo verificando e che potrebbero permettere di intervenire”.
di Matteo Morandini
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