La politica grevigiana è deflagrata sull’incenerimento dei rifiuti: battaglia

Dopo il tesissimo consiglio comunale è lotta quotidiana. M5S e Centrosinistra durissimi con Giulio Saturnini

GREVE IN CHIANTI – La deflagrazione era attesa. Troppi i segnali che facevano propendere verso l'esplosione della politica grevigiana in seguito al consiglio comunale straordinario che giovedì 15 ottobre dedicato alla tematica degli inceneritori. E la bomba… è scoppiata.

 

Tematica che a Greve in Chianti da anni, decenni, dal gassificatore di Testi in avanti, divide, crea scontri, fazioni, polemiche.

 

Gli ingredienti in questo caso c'erano tutti: due opposizioni (M5S e Centrosinistra per Greve) in trincea per dire no a tutti gli inceneritori, a Greve come altrove; un'amministrazione comunale che ribadisce il no assoluto a quello di Testi ma non, ad esempio, a quello di Case Passerini.

 

E la presenza, sui giornali e in mezzo alla platea, dell'ex sindaco Alberto Bencistà, non ha fatto altro che riempire ancor di più una polveriera che era già stipata.

 

Ne è venuto fuori un consiglio comunale rovente e, soprattutto, un post consiglio in cui sono ormai quotidiani gli scambi di accuse, le prese di posizione, le critiche feroci.

 

Come quelle di M5S e Centrosinistra nei confronti del presidente del consiglio comunale Giulio Saturnini, a sua volta intervenuto dopo essere stato criticato pesantemente dai due gruppi di opposizione.

 

Parlano, innanzi tutto di "inesattezze di Saturnini che vorremmo chiarire. Perché le parole sono importanti, soprattutto se a pronunciarle è il presidente dell’istituzione che rappresenta tutti i cittadini del comune. E anche gli atti sono importanti e parlano da soli, come la mozione bocciata dalla maggioranza, la dichiarazione di voto del gruppo Pd e la conseguente espulsione di Greve dal protocollo Rifiuti Zero”.

 

"Non abbiamo mai parlato – specificano – di “irregolarità” ma di “gestione imbarazzante” del consiglio comunale, perché totalmente inadeguata in un contesto in cui, su un tema così sensibile come la salute pubblica, l’ascolto attento dei contributi degli esperti invitati e degli umori della cittadinanza dovrebbe essere un dovere dei consiglieri, non una gentile concessione del presidente".

 

"Invitare la polizia municipale ad espellere un cittadino che si stava accomodando fuori spontaneamente – accusano – è stata un’ulteriore dimostrazione di inadeguatezza, con l’effetto di riscaldare gli animi già comprensibilmente accesi con una inutile provocazione. L’espulsione non è stata dunque affatto “inevitabile”, come sostiene Saturnini, quanto piuttosto provocatoria”.

 

Sull'opinione di Saturnini che per la questione fosse più adatta una pubblica assemblea piuttosto che una seduta consiliare, M5S e Centrosinistra attaccano: "I consiglieri di opposizione volevano che fosse il consiglio comunale a discutere di una questione in cui invece, a differenza di quello che dice Saturnini, c'è un interesse diretto per la popolazione di Greve".

 

Perché, rimarcano, "essere espulsi come amministrazione dal protocollo Rifiuti Zero a seguito della bocciatura della mozione è un fatto straordinariamente negativo per tutti i cittadini di Greve. Nel momento in cui tutta l’Europa si muove finalmente verso le buone pratiche di Rifiuti Zero, e sempre più amministrazioni comunali italiane aderiscono al protocollo mettendo in campo azioni concrete, sindaco, giunta e la maggioranza del consiglio comunale vengono buttati fuori".

 

"Prima ancora delle regole formali per la gestione del consiglio comunale – specificano – il presidente Saturnini dovrebbe rileggersi l’articolo 9 dello Statuto, laddove indica che il consiglio comunale, “rappresentando l’intera comunità, delibera l’indirizzo politico-amministrativo”. Non sono le “pubbliche assemblee” a discutere e decidere sull’indirizzo politico-amministrativo, ma il consiglio comunale, quello che presiede Saturnini".

 

"Il presidente Saturnini – spiegano ancora – ci definisce poi “il partito del No a prescindere”. Al di là della rappresentazione stereotipata e grottesca di vecchio stampo berlusconiano, che per la sua inconsistenza non usa più neanche Berlusconi, facciamo notare che, nel caso specifico, la nostra proposta, contenuta nel documento “10 passi verso Rifiuti Zero”, prevede appunto 10 sì: sì alla raccolta differenziata, sì al porta a porta, sì al compostaggio, sì al riciclaggio dei materiali, sì alla riduzione dei rifiuti, sì al riuso, sì alla tariffazione puntuale, sì al recupero dei rifiuti, sì alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, sì all’azzeramento dei rifiuti antro il 2020".

 

"Un solo no – rimarcano – Agli inceneritori, ovunque siano. Ci rendiamo conto che tutto questo comporti studio, volontà, rispetto dell’ambiente e della salute. Ma se il presidente del consiglio comunale  (e insieme a lui sindaco, giunta e consiglieri Pd) guardasse appena un po’ più in là del comune di Greve troverebbe ormai centinaia di esperienze virtuose dalle quali imparare, e altrettante “fonti indipendenti” (oltre all’indipendente responsabile ambiente del Pd fiorentino) con cui confrontarsi razionalmente".

 

Centrosinistra e M5S hanno passato ai raggi "x" le parole di Saturnini. E ribattono punto su punto: "Il Comune di Greve proseguirà, sostiene ancora Saturnini, nel suo impegno per incrementare la raccolta differenziata. E, aggiunge, lo farà anche senza le “etichette” di Rossano Ercolini. Le parole sono importanti, Saturnini, e Rossano Ercolini non distribuisce etichette. Grazie al suo impegno, alle sue competenze ed esperienze il protocollo Rifiuti Zero è ormai considerato a livello mondiale (Obama compreso, Saturnini se ne faccia una ragione) il traguardo verso cui andare. E che il Comune di Greve decida consapevolmente di abbandonare la corsa è un fatto di estrema gravità e scarsissima lungimiranza".

 

Grande è la discussione anche sulle fonti a cui fare riferimento: "Saturnini chiude definendo “pseduoscientifici” gli studi a cui ci affidiamo “ciecamente” per suffragare le nostre posizioni sulla gestione dei rifiuti. No, caro Saturnini, purtroppo noi ci vediamo benissimo. Vediamo chi firma gli studi che documentano i danni sulla salute degli inceneritori. Sono organizzazioni internazionali di medici indipendenti come ISDE (International Society of Doctors for Environment), riconosciuta dalle Nazioni Unite (non gliene voglia Ban Ki-moon) e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riviste scientifiche come il New England Journal of Medicine (la rivista medica con il più alto indice di prestigio al mondo), l’Associazione Italiana Medici ospedalieri, Greenpeace Italia e molte altre. Peccato, perché se il presidente e i consiglieri avessero letto la mozione che hanno bocciato, avrebbero trovato già lì le nostre fonti “pseudoscientifiche”, e avrebbero potuto correggere la dichiarazione di voto preconfezionata in cui chiedono quel confronto che continuano a rifiutare".

 

"Non abbiamo mai sostenuto che la maggioranza sia “segretamente” alle dipendenze di qualche potere economico – rincarano- Siete voi che avete dichiarato apertamente più volte che sia Quadrifoglio a dettare le scelte in materia di gestione dei rifiuti. E Quadrifoglio non partecipa forse al 60% a QtHermo, la “società di scopo per la progettazione, costruzione e gestione del termovalorizzatore di Case Passerini”? Come può, il soggetto che progetta, costruisce e gestisce un inceneritore avere interesse ad estendere la buone pratiche che toglierebbero il combustibile allo stesso impianto? Questa non si chiama cialtroneria, presidente Saturnini, ma semplice logica".

 

Infine, concludono con una stilettata ironica: "Una cosa giusta, il presidente Saturnini l’aveva fatta lo scorso 15 ottobre. Al momento della votazione finale sulla mozione, quando ha chiesto ai consiglieri favorevoli di alzare la mano, la sua è scattata in alto. Poi, resosi conto dell’errore, purtroppo si è corretto, confessando: “scusate, è stata l’abitudine”. Perché loro così votano, per abitudine. Eh sì, le parole, come gli atti, sono davvero importanti".

 

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di Matteo Pucci

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