GREVE IN CHIANTI – "Una classe politica di governo impersonata dal giovane presidente del consiglio comunale, che richiama all’ordine e al silenzio i cittadini intervenuti, colpevoli di non riuscire a trattenere (senza alcuna violenza verbale né tantomeno fisica) lo sdegno e l’incredulità di fronte a tanta ipocrisia".
Nel commento post consiglio comunale straordinario di giovedì 15 ottobre, da parte di Centrosinistra per Greve e M5S, c'era un attacco molto duro anche a Giulio Saturnini. Presidente del consiglio comunale che ha dovuto gestire una seduta a dir poco tumultuosa.
"Visto che sono stato chiamato in causa – replica Saturnini – vorrei rispondere personalmente per quanto mi riguarda. Chi parla di irregolarità nella gestione mente sapendo di mentire. O meglio, il regolamento è stato ampiamente derogato dal sottoscritto in senso più permissivo, dando a ogni relatore molto più tempo di quanto concordato in conferenza dei capigruppo".
Il regolamento del consiglio (consultabile online qui) – prosegue Saturnini – recita testualmente: “Il pubblico ammesso ad assistere alle sedute del Consiglio deve restare nell'apposito spazio allo stesso riservato, tenere un comportamento corretto, astenersi da ogni manifestazione di assenso o dissenso dalle opinioni espresse dai Consiglieri o dalle decisioni adottate dal Consiglio. Il Presidente, dopo aver dato gli avvertimenti del caso, può ordinare l'immediata espulsione di chiunque arrechi turbamento e non tenga un comportamento conforme a quanto indicato al precedente comma”. Come testimoniano le registrazioni, l’espulsione del cittadino di Montale è stata inevitabile".
"Se i consiglieri di opposizione volevano una pubblica assemblea – rilancia – potevano convocarla in qualsiasi momento. Sarebbe stata la forma più adatta di discussione, visto che non c’era un interesse diretto per la popolazione di Greve (a differenza di quanto sostenuto dai pifferai della vigilia, è stato più volte ribadito che l’impianto di Testi non si farà). Ma evidentemente il pretesto polemico nei confronti di Pd e amministrazione comunale sarebbe venuto meno. Li capisco".
"Ci accusano poi – rincara Saturnini – dalla loro manifesta posizione di superiorità morale e culturale, di “totale assenza di cultura democratica”. Nientemeno! Proprio loro, il partito del “No” a prescindere. Così convinti delle proprie fonti “indipendenti” da rifiutare l’ascolto e il confronto razionale, come hanno dimostrato anche giovedì sera".
"Il Comune di Greve – dice ancora – proseguirà nel suo impegno quotidiano per incrementare i propri livelli di raccolta differenziata, con o senza le etichette che il signor Rossano Ercolini vorrà darci (non ce ne voglia il presidente Obama…)".
"Viene solo da chiedersi – accusa il presidente del consiglio comunale – l’accusa di ignoranza con cui i suddetti consiglieri amano bollare il gruppo di maggioranza, vale anche per chi si affida ciecamente a studi pseudoscientifici per suffragare le proprie tesi sullo smaltimento dei rifiuti? Vale anche per chi sostiene che siamo tutti segretamente alle dipendenze di questo o quel potere economico? O quella è solo cialtroneria?".
Poi conclude con un auspicio, ovvero di avere la speranza "di poter ritrovare un clima più corretto e rispettoso già a partire dal prossimo consiglio comunale".
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di Redazione
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