GREVE IN CHIANTI – Quando le persone ci lasciano si sente dire spesso che non verranno dimenticate, che il loro insegnamento rimarrà per sempre. Un'assenza che rimarrà comunque una presenza.
Spesso sono parole che escono dal cuore, altre volte parole di circostanza. Ci sono però dei casi in cui queste parole rimangono marchiate a fuoco sulla pelle delle persone. Perché chi ci ha lasciato è stato, in vita, una presenza importante.
E quando questo succede in ragazzi neanche ventenni, vuol dire allora che chi (purtroppo) oggi non c'è più, aveva davvero qualcosa di speciale.
E' il caso del professor Mauro Messini, che insegnava alle scuole medie di Greve in Chianti. E che da quattro anni non c'è più.
Ieri i "suoi" ragazzi hanno organizzato una cena di ritrovo della "vecchia" terza C, dopo cinque anni. Cinque anni in cui hanno preso strade diverse, in cui sono cresciuti. In cui però il prof è rimasto dentro all'anima di tutti loro.
"Ci sentivamo di raccontare questa storia – dicono i ragazzi – per "mostrare" al professore che anche se ci siamo visti dopo cinque anni, siamo ugualmente riusciti ad organizzare un'altra cena tutti insieme".
"Ci ha sempre detto – ricordano – che eravamo la classe migliore. Infatti decise di portarci all'esame, posticipando la pensione. Ci considerava una classe molto in gamba e unita, ci descriveva come… una classe internazionale".
"Gli organizzammo anche la cena di terza media a sorpresa – scorrono indietro nel tempo l'album dei ricordi – Una mamma si era messa a fare il video di tutta la sua vita, mettendosi d'accordo con la moglie. Comprammo un regalo per lui e un bellissimo mazzo di fiori per la moglie, il video con tutti i nostri ricordi insieme, una canzone scritta e cantata da noi, la torta fatta a forma di libro con tutti i nostri nomi. E come dimenticare le meravigliose gite organizzate da lui e la professoressa Paggini".
"Ci siamo ritrovati ieri – concludono – percheé, a distanza di anni, sentivamo il bisogno di vederci, di guardarci in faccia. Ma anche e soprattutto per ricordare questo professore. Mitico e unico".
di Matteo Pucci
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