GREVE IN CHIANTI – Un pubblico molto ampio e attento. Due medici, il dottor Paolo Sarti, pediatra e consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra, e la dottoressa Simona Mezzera, medico chirurgo e omeopata, che hanno spiegato la loro opinione su un tema molto spinoso come quello dei vaccini. A coordinare il direttore del Gazzettino del Chianti Matteo Pucci.
La serata di giovedì 31 marzo, organizzata dal Centrosinistra per Greve in Chianti, si è svolta in un clima molto sereno e con tanta gente intervenuta per rivolgere domande agli esperti: uno, il dottor Sarti, sostenitore delle vaccinazioni; uno, la dottoressa Mezzera, contraria.
"Abbiamo deciso di organizzare questa serata – ha detto il capogruppo in consiglio comunale del Centrosinistra per Greve, Giulio Pecorini – per dare un contributo di conoscenza e informazione in un comune come il nostro, che peraltro nei mesi scorsi con il caso della piccola Lia è stato sulle prime pagine di giornali e telegiornali. Un tema che, secondo noi, non è stato affrontato in maniera completa e informativa da parte dell'amministrazione comunale".
Ma non è stato certo un confronto fra "tifoserie". Nessuna certezza alla fine del dibattito, ma tante opinioni e spiegazioni sulle quali riflettere. Da mettere in un cassetto per poi essere tirate fuori quando vanno prese certe decisioni: sia sui propri figli che per gli adulti.
Due infatti i filoni principali della discussione: le vaccinazioni pediatriche e quelle per la meningite C.
Unico tema, quest'ultimo, sulla quale le opinioni dei due medici sono state concordi: "Non è ammissibile – hanno detto – né ha un fondamento medico e scientifico, creare l'allarme che si sta creando attorno alla meningite. Rimane davvero difficile comprendere l'approccio che sta avendo in questo senso la Regione Toscana".
Diverse invece, come detto, le impostazioni sulle vaccinazioni pediatriche. Con, da un lato, il dottor Sarti, che le ha definite come "forma di protezione sociale in cui ci si prende un piccolo rischio per una protezione collettiva".
"Ci sono malattie – ha spiegato – come il morbillo, che rappresentano un rischio troppo grosso per poter essere lasciate "sfogare". Ed ecco allora l'utilità di creare una barriera con il vaccino. Troppe vaccinazioni tutte insieme ai bimbi piccoli? Vaccini inoculati tutti insieme con un'unica iniezione sono molto meno dannosi degli stessi vaccini inoculati singolarmente".
"Troppo spesso – ha detto in un passaggio la dottoressa Mezzera – non vengono spiegate le possibili complicazioni e gli effetti collaterali: su quelli a lungo termine poi, siamo lontani dall'avere delle certezze".
Si è detta anche convinta che "la perdita di alcune malattie dell'infanzia (e ci sono studi scientifici seri su questo) come il morbillo, è una perdita per gli individui e la comunità. Nel nostro mondo occidentale avanzato non si dovrebbe avere paura di questo tipo di malattie".
Insomma, tanti spunti di riflessione su una questione, quella dei vaccini appunto, che non può avere certo delle ricette valide per tutti. Una serata che ha portato un piccolo tassello di conoscenza in più per tutti i partecipanti: e di questi tempi… non è poco.
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































