Il capogruppo della lista civica duro sul confronto pre-primarie fra Toniazzi e Sottani

GREVE IN CHIANTI – Sono passate poche ore dal faccia a faccia fra Monica Toniazzi e Paolo Sottani (clicca qui per leggere l'articolo), nell'ambito delle primarie grevigiane che andranno in scena domenica 9 marzo.

 

In platea anche membri delle opposizioni, fra cui Paolo Stecchi dell'omonima lista civica. Che non lascia passare neanche 24 ore e puntualizza già sui vari punti toccati dai due candidati.

 

"Non posso non intervenire – dice Stecchi – dopo quello che ho ascoltato al faccia a faccia fra i due candidati perché… il troppo stroppia".

 

Parte da una dichiarazione di Sottani: "L'organizzazione della macchina comunale non è mai stata quella giusta". "Però – dice Stecchi – è stata votata anche da lui stesso o dai suoi. Parla di “mal di pancia già dal 2012”… però con i fatti non ha mai votato contro a nessuna delibera proposta dal sindaco nemmeno nell'ultimo consiglio di febbraio 2014".

 

Poi ne anche per Toniazzi: "Quando dice – rincara Stecchi – che la sua candidatura nasce da una profonda discontinuità, e se il giudizio sulla giunta precedente è negativo se ne prende atto e si va a casa, non dice che fino a pochi giorni fa, anche sui giornali, affermava che questa amministrazione ha fatto tutto bene…".

 

"Ora che invece si è candidata va tutto male – rilancia Stecchi – Pare quasi… la stessa tattica del Bencistà del 2009. Ma se ciò è vero allora la colpa è anche sua, che da segretario comunale del Pd ha permesso che ciò avvenisse. E ancor più grave è che in tutto questo tempo non ha mai detto niente".

 

Poi c'è il capitolo a cui Stecchi si dedica da anni con tanta attenzione, quello dell'urbanistica: "L'uno dice delle cose ed in consiglio comunale vota l'opposto, l'altra invece dice le stesse cose del Bencistà, i famosi "pasticci dell'urbanistica". Che però ancora (dopo quattro anni) nessuno è riuscito a dimostrare; anzi le sentenze penali che nel frattempo sono uscite sono state di assoluzioni addirittura chieste dagli stessi pubblici ministeri (questa la dice molto lunga), quindi ritengo la sua affermazione alquanto grave alla luce di queste sentenze, una delle quali già passata in giudicato".

 

"Per quanto riguarda un altro tema scottante dell'urbanistica – prosegue – come il vincolo paesaggistico, si sono scordati di dire che addirittura è intervenuto il capo dell'ufficio Legislativo del Ministero dei Beni il quale afferma che la “colpa” su questo tema è dovuto ad una carenza da parte dello Stato (che dal 1985 “Legge Galasso” ad oggi non ha ancora realizzato una Cartografia su cui tutti si sarebbero dovuti basare per individuare le Aree Vincolate o meno) e ad una carenza da parte della Regione Toscana che con la Legge 5/1995 (in vigore al tempo del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico) aveva fatto credere ai Comuni che il Piano Strutturale potesse essere considerato un Piano Paesistico".

 

"Quello che doveva essere fatto nel 2009 – prosegue – era molto semplice e sarebbe stato molto veloce: riapprovare quella piccola parte del Regolamento Urbanistico che era scaduto; aggiornare i due strumenti urbanistici del Comune, per renderli conformi alle nuove Leggi emanate nel frattempo o che nel corso degli anni hanno subito una variazione. Non si arrivava a spendere 50.000 euro, un settimo di quello che vogliono spendere ora".

 

"Purtroppo – dice Stecchi – abbiamo assistito ad una volontà politica di non voler fare tutto questo… forse per poter continuare a dire che ci sono dei "pasticci” e far credere chissà che ai cittadini che non si intendono, giustamente, di urbanistica?. Tutto ciò è stato fatto con il beneplacito di tutti e due i candidati alle primarie che ora prendono le distanze come dire… io non c'ero!".

 

Stecchi è un fiume in piena: "Un punto su cui i due candidati hanno taciuto sono le risorse economiche che in questi quattro anni e mezzo sono state “scialacquate” o non sono stati capaci di incassare: 460.000 euro di spese legali e danni pagati ad oggi; 350.000 euro per il rinnovo degli strumenti urbanistici (che non servono a nessuno e la cui tempistica per essere realizzati si aggira intorno ai cinque anni se tutto va bene); 1.500.000 euro che il Comune deve avere da Safi; oneri di urbanizzazione non incassati (nel 2013 sono stati incassati solo 250.000 euro in confronto al 1.400.000 euro del 2009) perché il Comune di Greve è paralizzato nel settore dell'urbanistica; il nuovo segretario comunale che in confronto ai precedenti costa solo, si fa per dire, 60.000 euro in più".

 

"Mi fermo qui – conclude – anche se potrei continuare, ma facendo due conti siamo oltre i 3.000.000 di euro. I fatti oggettivi sono questi, lascio ai cittadini le conclusioni: non vorranno per caso i due candidati venirmi a dire che non sono mai stati informati su tutto questo…?".

di Matteo Pucci

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