GREVE IN CHIANTI – L'edizione numero 89 di Pitti Uomo, apertasi oggi a Firenze, ha celebrato il ritorno sulle scene della moda del marchio “Playboy”.
Un ritorno col botto, che si intreccia con un altro rientro: quello di Tommaso Bencistà Falorni, stilista e soprattutto manager di punta del celebre gruppo grevigiano dell'enogastronomia, divenuto da poco direttore creativo del coniglietto più famoso del mondo.
Il rapporto fra Tommaso e Playboy – brand di nuovo sul mercato italiano (e anche su quelli di Spagna e Turchia) grazie all'imprenditrice toscana Antonella Venturini e alla sua azienda New Point srl con sede a Signa – è iniziato lo scorso autunno, quando Bencistà Falorni ha iniziato a lavorare alla collezione autunno-inverno dal titolo “Rock the Rabbit”, che sta conoscendo a Pitti la ribalta internazionale.
Tutto è nato con un approccio inusuale, come lui stesso racconta al Gazzettino del Chianti: “Mi hanno contattato tramite Facebook, dicendomi in sostanza: non capiamo bene che cosa tu faccia, ma vogliamo te!".
"C'è stata sin dall'inizio grande sintonia – prosegue – e la loro intenzione è stata da subito quella di posizionare il marchio su un segmento alto”.
È nato così un abbigliamento dall'anima rock, ispirato allo street style metropolitano e adattissimo ad esempio per andare ad un concerto.
Dopo tre anni in cui si è dedicato prevalentemente alle aziende di famiglia, seguendo in prima persona la riorganizzazione che ha segnato il passaggio di testimone tra i padri e i figli, Tommaso torna quindi da protagonista nel mondo della moda.
Oltre a disegnare per Playboy continuerà ad animare le notti fiorentine, organizzando eventi per celebri marchi (tra i quali Luisa Via Roma e Moschino), e a far crescere la sua linea di guinzagli e collari di lusso per cani “Frida Firenze”, con i quali nei prossimi giorni sarà a Parigi per partecipare a “Maison&Objet”, la fiera internazionale del design e dell'arredamento.
Ma il cuore di Tommaso batte soprattutto per Greve, dove è nato (nel 1981) e cresciuto e dove lavora ogni giorno.
Un rapporto molto bello, racconta, destinato a rafforzarsi ancora: “I nostri padri hanno portato il nome Falorni fuori da Greve, facendolo conoscere in tutto il mondo, noi lo abbiamo riportato a casa, riavvicinando molte persone del luogo”.
“Per me – prosegue – è un peccato che ci sia un divario tra un'azienda e il territorio su cui opera e infatti la nostra volontà è quella di offrire sempre più iniziative e stimoli in grado di aumentare questo legame, soprattutto per i bambini e i più giovani”.
Come si riesce ad essere contemporaneamente uno stilista e un imprenditore dell'enogastronomia?
Il segreto secondo Bencistà Falorni sta nelle persone e nella qualità del loro lavoro: “Avere accanto persone capaci e pensanti a cui delegare è fondamentale, poi serve tanta organizzazione aziendale e la capacità di prendere continuamente e velocemente delle decisioni”.
Inoltre, conclude, viviamo un momento storico in cui i due settori non sono mai stati così vicini: “Food e fashion si stanno fondendo insieme, l'enogastronomia si sta facendo stile”.
di Matteo Morandini
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