GREVE IN CHIANTI – Giovanni da Verrazzano, ‘ricercatore’ antelitteram, cultore moderno del viaggio e della diffusione e della conoscenza dei popoli. A muovere il grande esploratore non era solo il desiderio di scoprire una via per le Indie e approdare ad una terra nuova per le importanti opportunità commerciali che ne sarebbero derivate. La curiosità e l’approccio culturale da umanista, qualità proprie di Giovanni da Verrazzano, portavano uno dei protagonisti delle scoperte geografiche, originario di Greve in Chianti, ben oltre la semplice idea di navigazione.
“Giovanni era un antropologo, non un conquistatore – dice Luigi Cappellini, presidente della Fondazione Giovanni da Verrazzano – se tutti fossero stati come lui, probabilmente la storia dei nativi d'America sarebbe stata diversa. Quello che celebriamo domenica è il Verrazzano Day che lo stesso Giovanni da Verrazzano avrebbe voluto”.
L’impresa della scoperta, avvenuta nel 1524 della baia di New York, a partire dalle sponde del Delaware, era sorretta dell’interesse scientifico verso l’uomo, dall’attenzione alle terre e ai popoli, ad avvicinare, conoscere e descrivere gli aborigeni nordamericani, a diffondere la conoscenza dei loro usi e costumi. È su questa moderna figura di studioso dell’altro, di ciò che è diverso da noi e si vuole conoscere e approfondire senza timore, che il Verrazzano Day, appuntamento annuale organizzato dalla Fondazione Giovanni da Verrazzano e dal Comune di Greve in Chianti torna a puntare i riflettori, ripercorrendo le grandi liaison che uniscono il territorio chiantigiano a quello americano.
Il patto di gemellaggio con Rehoboth Beach e il rapporto intenso tra le comunità avviato dal 2010, il monumento dedicato a Giovanni da Verrazzano nello stato americano del Delaware, il Verrazano Narrows Bridge, che collega Brooklyn a Staten Island, il giardino dei navigatori a Greve e il giardino di Greve a Rehoboth. “Sono tanti i progetti – spiega il sindaco Paolo Sottani – nati dal patto di gemellaggio con Rehoboth Beach, prime sponde lambite dal navigatore, che stiamo portando avanti da sei anni grazie alla collaborazione con la Commissione Cultura Italiana dello Stato del Delaware e il Comitato Gemellaggi di Rehoboth Beach, abbiamo intenzione di promuovere e intensificare tali rapporti con il coinvolgimento del nostro tessuto economico e produttivo”.
La giornata di oggi, domenica 17 aprile al Castello di Verrazzano, prende le mosse dall’ampio progetto di valorizzazione e studio della figura storica di Giovanni da Verrazzano, portato avanti da anni dalla Fondazione attraverso la promozione di un ricco patrimonio di documenti, volumi e ritratti, per proporre un’altra tappa e accendere un focus proprio sull’altro, su quel diverso che Giovanni amava narrare nei suoi appunti di viaggio.
In una lettera indirizzata al re di Francia, Francesco I, Giovanni da Verrazzano scriveva: "sono di colore neri e di capelli neri e folti e non molto lunghi quali legano insieme drieto a la testa, in forma di una piccola coda, sono bene proporzionati e di mediocre statura. Sono di forza non molta, d’ingegno acuti, agili e grandissimi corridori, genti amichevoli e liberali". È così che cinquecento anni fa gli aborigeni del Nordamerica apparivano agli occhi di Giovanni da Verrazzano. Oggi sono gli indiani d’America a riscoprire la loro storia sulla rotta del loro primo estimatore. Il Verrazzano Day è dedicato al patto di amicizia che il Comune di Greve stringe con i Lakota Sioux.
L’evento si apre alle ore 10,30 con il convegno "Giovanni da Verrazzano. Nuovi mondi. Antiche culture", moderato dal direttore del Gazzettino del Chianti, Matteo Pucci. "La cerimonia del patto di amicizia – fa sapere il sindaco Sottani – sarà accompagnata dalla preghiera inaugurale al suono dei tipici tamburi; un nuovo paese, una nuova cultura si legano al nostro territorio grazie alla figura di Giovanni da Verrazzano che rappresenta l’emblema delle nostre radici e sulla cui complessa attività di viaggiatore e conoscitore prosegue il percorso di valorizzazione e divulgazione condotta da Luigi Giovanni Cappellini in collaborazione con il Comune".
All'iniziativa prenderanno parte Luigi Giovanni Cappellini presidente della Fondazione Giovanni da Verrazzano, Alessandro Martire Brings Plenty, delegato del Governo della Nazione Lakota Sioux, Wicasa Itancan Chief Leonard Crow Dog Jr, l’artista Frederick Thomas Haukaas e la costumista del film "Balla coi lupi" Cathy Smith. Il patto sarà siglato alle 13.
Seguirà il pranzo al castello e alle ore 16 la proiezione del backstage di “Balla coi lupi” e l'esposizione di alcuni manufatti originali dei Lakota Sioux che fanno parte della collezione di Sergio Susani e Alessandro Martire Brings Plenty esposta a Pistoia. La giornata si concluderà alle 17,30 con il ritrovo in piazza Matteotti e il corteo al monumento di Giovanni da Verrazzano. Alla cerimonia saranno presenti il Console degli Stati Uniti Abigail M. Rupp, Rick Di Liberto, presidente della Commissione Cultura Italiana dello Stato del Delaware, Patrizia Coluzzi, presidente del Comitato Gemellaggi di Rehoboth Beach, Luigi Giovanni Cappellini, presidente Fondazione Giovanni da Verrazzano e Alessandro Martire, delegato Governo Lakota Sioux. In onore delle delegazioni statunitensi si terrà uno spettacolo a cura degli Sbandieratori di Borghi e Sestrieri fiorentini. Info: 055 290684 fondazione@verrazzano.org.
di Redazione
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