GREVE IN CHIANTI – Un bilancio di 18 mesi di lavoro. Con proposte per il futuro, critiche alla gestione della giunta guidata da Paolo Sottani ma, soprattutto, vere e proprie bordate nei confronti del gruppo consiliare di maggioranza.
Accusato senza mezzi termini di fare “scena muta” da un anno e mezzo: la lista Viva – Cittadini per Greve in Chianti, con i due consiglieri comunali (Simone Secchi e Fabio Baldi) e molti altri componenti, ha fatto il punto della situazione alla vigilia dell’anno che sta per iniziare.
Come nasce Viva-Cittadini per Greve in Chianti
E’ Rosalba Lo Paro, coordinatrice del gruppo, a ricordare che “15 anni fa alcuni di noi si sono presentati come Tavolo della Sinistra che portò all’ingresso in consiglio comunale di Simone Secchi. Che divenne assessore in corso di legislatura”.
“Poi – prosegue – ci siamo ripresentati come Centrosinistra per Greve in Chianti. Infine come Viva. La nostra esperienza dura da tempo, e al nostro interno ci sono elementi che si conoscono da tanto tempo. Abbiamo arricchito il nostro gruppo iniziale di 15 anni fa anche con presenze giovani, e ne siamo molto soddisfatti”.

“Ci siamo sempre identificati – dice ancora – in una lista civica di sinistra in alternativa a un Pd sonnolento, con un metodo di gestione vecchio. Siamo contenti anche delle elezioni e della campagna elettorale dello scorso anno; senza mezzi né partiti alle spalle siamo arrivati ad avere il 12% e due consiglieri comunali”.
“La nostra ricchezza – conclude Lo Paro – è data dalle competenze che abbiamo all’interno, e nonostante la fatica del lavoro politico riusciamo ad approfondire vari temi”.
Simone Secchi: “Consiglieri di maggioranza muti”
“Con il risultato delle elezioni dello scorso anno – prosegue Simone Secchi – con due consiglieri su un consiglio di 16, abbiamo possibilità di far approvare i nostri atti convincendo solo la quasi totalità della maggioranza. Il nostro ruolo è spesso ridotto a controllo e correzione o di testimonianza. E’ normale che sia così”.
Detto questo, Secchi ammette con sincerità che si tratta di “un contesto che dal nostro punto di vista è abbastanza demotivante. Ma nonostante questo in 18 mesi e 17 sedute di consiglio abbiamo garantito presenza costante e ruolo attivo, presentando 21 interrogazioni, 5 mozioni (di cui una-due approvate all’unanimità, in particolare quello sul bando alle plastiche monouso sul territorio comunale) e 8 question time. E la nostra attività è sempre molto presente in consiglio”.

“Per fare un bilancio – sottolinea – non voglio sottolineare le tante differenze con la maggioranza, le principali su urbanistica e gestione del territorio (come soggetto politico alla fine della precedente amministrazione abbiamo presentato circa 20 osservazioni sui nuovi piani urbanistici), la difesa del concetto di paesaggio. E neanche sugli scivoloni dell’attività amministrativa, come la delibera di proposta di vendita di un terreno a Strada in Chianti di cui neanche l’amministrazione comunale stessa ne era pienamente consapevole”.
Poi, l’affondo: “Mi voglio soffermare sull’assenza della maggioranza in questo anno e mezzo. Dei consiglieri, di fatto sempre muti in consiglio e nelle commissioni consiliari. Pensiamo che un consigliere dovrebbe avere un ruolo di stimolo, essere l’interfaccia dei cittadini. Abbiamo consiglieri di maggioranza in sostanza muti. Parla sempre e solo il sindaco. Pensiamo sia un forte limite, un avvilimento. C’è solo il sindaco e i consiglieri di opposizione”.
“Vorremmo cercare di dare una scossa – conclude Secchi – richiamare i consiglieri di maggioranza ad esercitare con pienezza il loro ruolo. E a farlo anche nel confronto con la cittadinanza. Ci sono tematiche su cui dovrebbe esserci un dibattito locale: Tpl, mobilità fra le frazioni e nelle frazioni, tecnologia 5G. Vorremmo che si ricreasse un dibattito, che invece è assente”.
Fabio Baldi: “Tre proposte per il futuro”
Poi, prende la parola l’altro consigliere comunale di Viva, Fabio Baldi: “Abbiamo visto un consiglio comunale in cui l’amministrazione risponde dicendo sì o no alle richieste, quasi un servizio a domanda individuale. Invece, in particolare in questa fase, crediamo che ci sia necessità di proposte tecniche, amministrative, progettuali”.
“Penso soprattutto a tre proposte – continua Baldi – su cui abbiamo lavorato molto e ci siamo confrontati: una è sul piano della telefonia mobile e sul fatto che il nostro territorio fra crisi, didattica a distanza e smart working, può avere un’occasione su telefonia e diffusione della banda larga”.

“Su questo tema – ricorda – ci deve essere grande attenzione e progettualità, non ci bastano i piagnucolii del sindaco o del presidente del consiglio comunale. Questo territorio deve ospitare in maniera efficiente un nuovo modo di lavorare e vivere dal punto di vista tecnologico, evitando spopolamento e attraendo residenza. Coniando uno slogan degli anni Settanta, oltre a “Si vive bene in Chianti”, anche “Si lavora bene in Chianti”. Cercheremo di aiutare l’amministrazione affinché questa situazione di emergenza diventi una sfida per un futuro migliore”.
“L’altra idea progettuale – sottolinea Baldi – è quella di valorizzare la strada regionale Chiantigiana. Abbiamo pensato a una sorta di strada-parco: su questa si devono realizzare piste ciclabili, punti di osservazione, piazzole di sosta, collegamenti con attività produttive e commerciali. Per far sì che non sia solo un modo di collegamento, ma una valorizzazione di ciò che attraversa. Fare un piano per togliere alcune brutture che in diversi punti ci sono, migliorare la transitabilità, ridurre la velocità in attraversamento ai centri abitati”.
“Ultimo progetto – conclude Baldi – è quello di valorizzare e utilizzare la cava di Testi: dove c’è una emergenza ambientale che può, invece, diventare una risorsa”.
Massimiliano Pacciati: “Il Comune spinga forte sulla connettività”
Prosegue Massimiliano Pacciatti, tornando sul tema della connettività: “A Greve in Chianti parlare di banda larga fa quasi sorridere. Quello che noi vorremmo spingere, che l’amministrazione comunale facesse, è cercare di portare avanti un piano di banda larga o ultra larga”.
“Non sono competenze dirette del Comune – ammette – sono bandi di livello regionale e nazionale, ma vorremmo che l’amministrazione comunale si spendesse nelle sedi opportune. Ci sono piani infrastrutturali che vedono il loro termine nel 2023, con i vari operatori che poi porteranno nelle nostre case le offerte. Ma se non c’è l’infrastruttura non ci possono essere offerte interessanti, sia come prezzi che come connettività”.
Flavio Meniconi: tasse, tributi ed evasione
A parlare di tasse e tributi è Flavio Meniconi: “Voglio sottolineare una situazione paradossale, ovvero l’incapacità di riscuotere quello che va riscosso e fa parte del bilancio pubblico. A livello di Unione Comunale vengono fatte multe per circa un milione e mezzo di euro, ma un milione non si riesce a riscuoterlo. Non è esclusivamente un problema di bilancio, ma i proventi delle multe vengono destinati a migliorare la viabilità, quindi è una cifra che si sottrae ad investimenti per tutti”.
“Sulla Tari poi – dice – è venuto fuori che per quanto riguarda il Comune di Greve ci sono oltre 580mila euro di fatture Tari insolute su circa 3 milioni e mezzo di euro. Il problema è che negli anni seguenti viene caricate sulle bollette di chi paga regolarmente. Cittadini che non hanno alcuna responsabilità vengono ulteriormente caricati di un onere per la carenza di altri. Un premio ai disonesti e una offesa a quelli corretti, è quasi una istigazione all’evasione: sarebbe interessante sapere di chi è questa decisione, se c’è un accordo fra Alia e il Comune, se c’è una legge che impone questo comportamento. Ma è comunque una decisione inaccettabile”.
Antonella Mizzau: la questione Tpl
Antonella Mizzau prosegue sul tema, molto sentito a Greve in Chianti, del trasporto pubblico locale: “Problema gravissimo quello del Tpl a Greve in Chianti. Il referente è la Regione ma il Comune fa comunque poco per i cittadini. Tante le richieste venute fuori da un’assemblea del gennaio scorso, mai prese in considerazione dall’amministrazione comunale. Problema fortissimo per gli studenti, a fronte di costi importanti per le famiglie. Lo scorso anno il Comune ha fatto un piccolo tentativo per aiutare le famiglie, ma con criteri così restrittivi che alla fine hanno avuto questo beneficio solo… quattro famiglie”.
Lucia Chellini: “San Michele, un bando per la gestione puramente commerciale”
Chiude Lucia Chellini, andando a toccare un altro dei temi caldi del momento, ovvero il bando del Comune per la gestione del complesso sul Monte San Michele, “che è stato per noi molto deludente” afferma.
“Un bando – rilancia – puramente commerciale, di mero utilizzo del bene, dei fabbricati, senza tenere in conto boschi, pascoli in disuso… . Senza la prospettiva di un parco naturalistico in cui ci si ritrova la domenica, si sta insieme, nella natura”.
“Ma il Comune – conclude Chellini – pensa solo a una attività commerciale, disincentivando anche eventuali gruppi giovanili che potessero essere interessati. Un bando che quindi non risponde in nessun modo a un’economia del futuro. E alle potenzialità di quegli spazi”.
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