GREVE IN CHIANTI – “Il 9 maggio del 1978 gli italiani apprendevano con orrore che la prigionia di Aldo Moro si concludeva con la sua morte, ad opera delle brigate rosse. In quello stesso giorno, qualche ora prima, veniva ucciso dalla mafia Peppino Impastato, fatto saltare in aria sui binari di Cinisi, sua città natale”.
Inizia così la riflessione del gruppo Viva-Cittadini per Greve in Chianti, che domenica 27 giugno ha partecipato, a Greve, a quello che definiscono “un memorabile incontro con Giovanni Impastato“.
# Emozioni, racconti, impegno. E tanti giovani all’incontro con Giovanni Impastato
Il fratello di Peppino che, prosegue Viva, “da quasi trent’anni gira l’Italia per far conoscere la storia del fratello Peppino che, immediatamente alla sua morte, successivi depistaggi puntavano ad identificare come terrorista e che soltanto nel 2002 avrà giustizia con la condanna all’ergastolo del mafioso Tano Badalamenti“.
“Il merito dell’evento – dice ancora Viva – va all’associazione Tiravento, che è riuscita a richiamare un folto pubblico, coinvolto anche dalle letture e da una sapiente regia nella parte introduttiva della serata”.
“E’ stata un’immersione totale – riflette il gruppo Viva – nel mondo di consapevolezza e coraggio di uno dei personaggi più nobili della storia repubblicana. La storia esemplare di un uomo, Peppino Impastato, che ha detto no alla mafia, al suo regime di terrore, sopruso, violenza”.
“Il fratello Giovanni – dicono ancora – era con noi a Greve, sulla terrazza della casa del popolo, per presentare il suo ultimo libro Mio fratello, tutta una vita con Peppino e per raccontarci la “vicenda rivoluzionaria, drammatica, coraggiosa e libera del ragazzo destinato a diventare il più contagioso degli attivisti della lotta antimafia. Una storia che non si interrompe affatto con l’uccisione di Peppino, ma che continua per altri quarant’anni intrecciandosi a quella del nostro Paese””.
“Giovanni Impastato – ricordano – ha preso in mano il testimone lasciato da Peppino e attraverso la sua attività di protagonista nella lotta alla mafia e nella ricerca della verità, continua con sempre maggiore consapevolezza la strada per sconfiggere le mafie. Domenica 27 giugno ha regalato alla cittadinanza un incontro straordinario, ricco di storia, memoria, attualità, umanità”.
“Purtroppo – rimarcano – nessun rappresentante della nostra amministrazione grevigiana ha sentito l’onore, il dovere civico e la responsabilità, in quanto rappresentante del Comune, di dare il benvenuto e ringraziare Giovanni Impastato che veniva dalla Sicilia per noi”.
“Un’amministrazione comunale – dicono ancora – ha il dovere di alzare lo sguardo dai confini dell’azione amministrativa per presentare ai propri concittadini personaggi esemplari per il loro valore civile”.
“E’ mancato – conclude Viva – ci è mancato il gesto istituzionale di riconoscenza nei confronti di una personalità che da 30 anni, con impegno e dedizione, gira l’Italia per diffondere la cultura della legalità, agendo ogni giorno per il bene comune”.
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