lunedì 10 Agosto 2020
Altre aree

    I consiglieri comunali Franchi e Viti: “Si intitoli la circonvallazione di Impruneta a don Staccioli”

    "Un sacerdote che legato la propria vita ad Impruneta distinguendosi per le proprie azioni e lasciando un ricordo assolutamente positivo"

    IMPRUNETA – I consiglieri comunali di opposizione, Gabriele Franchi (Cittadini Per) e Roberto Viti (Obbiettivo Comune) chiedono la circonvallazione di Impruneta sia intitolata a don Giulio Cesare Staccioli.

    “La decisione sull’intitolazione – spiegano – non passerà dal consiglio comunale, ma sarà di pertinenza della giunta e dell’ufficio preposto, i quali sceglieranno tra le varie proposte pervenute”.

    Fra queste quella dei due consiglieri comunali: “I lavori per la nuova circonvallazione di Impruneta stanno per volgere al termine, e la sua conseguente inaugurazione appare ormai prossima. Non avendo questa strada ancora un nome ufficiale, riteniamo necessario che gliene venga assegnato uno, già solo per risolvere le attuali problematiche di recapito di coloro che vi risiedono”.

    “Poiché questa arteria viaria rappresenta un’opera di grande importanza per il nostro paese – aggiungono Viti e Franchi – attesa da decenni e destinata ad avere un grande impatto su tutta la cittadinanza, pensiamo che sia giusto che essa prenda il nome di una figura legata al territorio, di qualcuno che abbia legato la propria vita ad Impruneta distinguendosi per le proprie azioni e lasciando un ricordo assolutamente positivo”.

    “Vogliamo dunque proporre di intitolare la tangenziale a don Staccioli – annunciano – scomparso poco più di dieci anni fa, il 26 febbraio 2010. Don Giulio Cesare Staccioli fu parroco di Impruneta per circa trent’anni, dalla fine degli anni Sessanta alla fine degli anni Novanta, e si contraddistinse per il proprio impegno sul territorio, il grande amore per gli altri, in particolare per i giovani (fu anche insegnante nelle scuole superiori fiorentine) e per i più deboli”.

    “Fu infatti tra i promotori – ricordano – a inizio anni Ottanta della prima missione imprunetina in Africa, in Tanzania, dove nella regione di Morogoro venne creato il piccolo dispensario di Mikumy, ed è su questa esperienza che nel 2000 si innescò il progetto del Villaggio della Speranza”.

    “Fu sempre disponibile a collaborare con i cittadini e l’amministrazione comunale – sottolineano – al fine di promuovere lo sviluppo del paese e di valorizzarne le risorse, concedendo sempre con benevolenza l’uso del patrimonio monumentale della basilica per la realizzazione di eventi culturali, come la prima mostra del cotto, il Museo del Tesoro, e tanti altri”.

    “Il legame di don Staccioli con gli imprunetini fu saldo – affermano Franchi e Viti – e si mantenne anche dopo il suo ritiro dal ruolo di parroco presso la chiesa di San Miniato a Quintole; qui trascorse la parte finale della propria vita, animando questo meraviglioso angolo del nostro comune ed aprendo l’aia della pieve per momenti di aggregazione come la Sagra delle frittelle, simbolo di primavera e ricordo di una dolcezza e di una semplicità della vita di cui proprio don Staccioli fu sempre interprete”.

    “Conservare la memoria del proprio passato – argomentano ancora – è lo strumento principale che un popolo ha per mantenere la propria identità. Soprattutto in un piccolo paese come Impruneta, l’identità passa attraverso quelle figure che hanno saputo lasciare una traccia indelebile ed unire chi le ha conosciute in un comune giudizio di valore, al di là di idee politiche, ideologie e provenienza culturale”.

    “Intitolare la nuova circonvallazione a don Staccioli – concludono – per altro nel decennale esatto della scomparsa, sarebbe un bellissimo omaggio ad una grande figura imprunetina, la quale avrebbe garantita una presenza imperitura in un futuro in cui si spera questa tangenziale possa contribuire allo sviluppo e alla valorizzazione di Impruneta”. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...

    Sostengono Il Gazzettino