IMPRUNETA – “E’ stato un viaggio eccezionale, nel quale mi sono ri-tuffato in pieno nel rione. Ovviamente è un progetto che già esisteva, l’ho rimontato, ri-presentato. E data una storia…”.
E’ un Luca Braschi, detto Ruge, stremato e quasi senza voce quello che in piazza Buondelmonti alza in mano la coppa per la vittoria della 100esima edizione della Festa dell’Uva di Impruneta.
Vince il rione del Pallò, e non lo faceva da quattro anni (sei se si considerano quelli senza Festa a causa Covid-19). Vince con “Francesco e l’uva”, scavando nel suo passato per guardare al futuro.
Il rione del Pallò trionfa nella centesima edizione della Festa dell’Uva di Impruneta
“Tengo a dire che per questo viaggio voglio ringraziare delle persone – inizia Braschi – rionali che mi hanno dato l’avallo, la conduzione per mandare avanti questa possibilità: Riccardo, Mirko, Massimo, Marco e Primo“.
“Dopo di che – aggiunge – voglio ringraziare con grande forza quell’unità palloiana che ci è sempre appartenuta, in piazza e non solo. Tutto il rione, le ragazze, i ragazzi, dalla cucina a tutte e tutti”.
E’ una vittoria che sa quasi di rinascita, e Braschi lo sottolinea: “E’ stato un lavoro mastodontico, anche di ricostruzione sociale e rionale. Ci siamo ricompattati, siamo tornati più forti di prima e abbiamo un grande potenziale nella gioventù”.
Festa dell’Uva 100 / FOTO: Francesco Torrini, il suo genio, una storia che il Pallò ha portato al primo posto
“Abbiamo vinto di un punto – riprende Braschi – è stata una Festa dell’Uva incredibile, perché il livello è veramente alto: tanto rispetto per gli altri rionali”.
“Ma noi avevamo portato un tema speciale – conclude con orgoglio – e il più grande ringraziamento va al nostro più grande rionale, che è Francesco Torrini: che ci ha dato l’input, il modus operandi di come fare la Festa dell’Uva. E siamo tornati a farla come faceva lui. In piazza è tornato il Pallò”.

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