IMPRUNETA – “Un esposto alla Corte dei Conti per verificare un eventuale danno erariale causato dai vertici della principale società controllata dal Comune di Impruneta e dall’omessa vigilanza dell’amministrazione comunale stessa”.
Lo presenteranno i consiglieri comunali del gruppo di opposizione Voltiamo Pagina, Matteo Zoppini e Gabriele Franchi.
Lo faranno, spiegano, “alla luce della sentenza del Tribunale di Firenze che ha condannato l’Azienda pubblica per i servizi alla persona Opera Pia Leopoldo e Giovanni Vanni a restituire alla Società agricola Le Sodera (assistita da Maria Baia dello studio fiorentino Matteo Forconi, n.d.r.) 109mila euro da questa versate come deposito cauzionale e fondo spese per l’acquisto di un immobile e di terreni di proprietà della ASP poi non concluso e il pagamento di circa 20mila euro di mila euro tra oneri legali ed esborsi sostenuti negli ultimi otto anni”.
“Una battaglia legale – ricordano da Voltiamo Pagina – che ha origine nel gennaio 2018 quando l’Opera Pia Vanni decide di mettere all’asta un immobile e dei terreni agricoli circostanti all’Impruneta, in località Le Sodera. All’incanto partecipa un unico soggetto, la Società Agricola che per anni era stata in affitto, che si aggiudica l’intero lotto versando 71.500 euro di deposito cauzionale e 37.500 euro di fondo spese”.
“Ma prima della firma del contratto – aggiungono – di compravendita emergono alcune difformità tra la volumetria dell’immobile e la planimetria, difformità che rendono impossibile la stipula se non dopo una sanatoria da parte del proprietario. L’ASP non solo si rifiuta di avviare la pratica in sanatoria, sostenendo che la Società agricola ne era al corrente, ma comunica che in caso di mancata stipula del contratto definitivo avrebbe trattenuto la somma già versata dall’offerente”.
“Ed è quello che è accaduto – spiegano Zoppini e Franchi – Nonostante l’impossibilità di procedere con la compravendita l’ASP si rifiuta di restituire le somme versate. Seguono nostre richieste di accesso agli atti puntualmente disattese, reticenze da parte del presidente dell’Opera Pia in Commissione Controllo, con tanto di pesanti offese nei nostri confronti, colpevoli solo di chiedere trasparenza”.
“Oggi, a distanza di otto anni – incalzano i consiglieri comunali – il Tribunale di Firenze dice che avevamo ragione, condannando l’ASP a restituire i 109mila euro e in più i circa 20mila euro di spese legali. Soldi che, se l’ASP avesse agito sin da subito con correttezza e l’amministrazione avesse vigilato, avrebbero potuto avere destinazioni sociali”.
“Inaccettabile che a pagare il prezzo di errori della ASP e del Comune siano i cittadini di Impruneta”, aggiungono Zoppini e Franchi.
Che poi passano a una valutazione di tipo politica su una vicenda che, spiegano, “così come un’altra sempre relativa a immobili dell’Opera Pia, è la riprova dell’arroganza della sinistra imprunetina, dall’amministrazione comunale a tutte le realtà satelliti”.
“Non accettano che ci sia chi chiede legittimamente conto del loro operato – riprendono – non rispondono alle richieste di trasparenza e ingaggiano battaglie legali che li vedono puntualmente soccombere, con tanto di decine di migliaia di euro di spese legali che avrebbero potuto essere risparmiate. Soldi degli imprunetini spesi per sanare gli errori dei vertici dell’ASP e dell’amministrazione comunale”.
“Inevitabile a questo punto segnalare la questione alla Magistratura contabile. E chissà se nel frattempo qualcuno chiederà scusa. Non tanto a noi consiglieri di opposizione per le offese ricevute, ma alla cittadinanza imprunetina, letteralmente presa in giro”, conclude Zoppini.
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