IMPRUNETA – “Lo scorso 13 giugno avevamo protocollato un’interrogazione in merito alla nuova sede del rione Sante Marie ai Sassi Neri, un progetto dal costo totale previsto di 630.000 euro: 230.000 per il primo stralcio funzionale a scomputo degli oneri di urbanizzazione della lottizzazione in via Vittorio Veneto (TR06), e 450.000 per il secondo”.
Inizia così la riflessione dei consiglieri comunali di Voltiamo Pagina, Matteo Zoppini e Gabriele Franchi, su uno dei temi irrisolti negli anni a Impruneta, ovvero quello delle sedi rionali.
“Il primo stralcio – spiegano – per il quale sono stati chiesti i permessi a costruire, prevede la realizzazione di platee, fondazioni e opere di urbanizzazione primaria. Dopo aver analizzato nel dettaglio le carte, ci eravamo accorti di alcune importanti e serie problematiche, a cominciare dai costi stimati; infatti, nella valutazione relativa al primo stralcio, viene completamente trascurato l’aggravio derivante dal presupposto che il terreno contenga amianto e metalli pesanti a livelli superiori rispetto a quelli consentiti dal Codice dell’Ambiente”.
“Tali aspetti – puntualizzano – erano emersi per il terreno dei Sassi Neri nella caratterizzazione ambientale dell’area effettuata nel 2017 e approvata dal Comune nel 2018 per il progetto della nuova scuola materna”.
“Il 21 marzo scorso – aggiungono – il responsabile del servizio urbanistico-edilizia del Comune ha approvato il permesso a costruire del primo stralcio funzionale senza minimamente fare accenno alle problematiche del terreno e ai relativi costi aggiuntivi dell’opera, problematica la cui sottovalutazione già aveva fermato le nuove scuole”.
“Abbiamo quindi chiesto all’amministrazione – fanno sapere – se non ritenesse sottostimato l’importo complessivo della sede delle Sante Marie, e se non ritenesse necessaria una valutazione approfondita sulla questione al fine di evitare una nuova vicenda scuole: cantiere aperto e poi interrotto con conseguente aumento del degrado ai Sassi Neri”.
“Il 12 luglio – commentano – l’assessore Marco Canuti ha risposto all’interrogazione, dichiarando di non ritenere sottostimato l’importo e che in sostanza il progetto va bene perché è stato condiviso con i presidenti dei rioni e con quello dell’ente Festa dell’Uva: come dire, siamo a posto, cosa vogliono i consiglieri comunali? Nulla c’entrano, e se ne facciano una ragione”.
“Canuti dice che è stato nominato un tecnico per fare ogni valutazione – accusano – ma si dimentica forse che è lui l’assessore del Comune, e che esiste una determina del 2018 dell’allora segretario comunale dove si riportano tutte le condizioni ed operazioni aggiuntive che, purtroppo, aumentano i costi dei lavori ed i tempi di realizzazione del nuovo complesso scolastico ai Sassi Neri, motivi per i quali sono saltate tutte le previsioni e persi i contributi”.
“Cosa ci sta a fare allora l’assessore? – domandano – E soprattutto, come si può ignorare il rischio di cadere nelle stesse sabbie mobili dei problemi ambientali e di danneggiare quindi il rione delle Sante Marie, l’area dei Sassi Neri e la cittadinanza tutta?”.
“Cambia l’amministrazione – incalzano – ma i vecchi vizi rimangono. Rimane la noncuranza verso i problemi di Impruneta e la tendenza a lasciare che questo paese vada nel degrado e si impoverisca sempre di più”.
“L’ultima testimonianza emblematica – concludono – è la vicenda della prima squadra di basket, che ha annunciato che non si iscriverà al prossimo campionato a causa degli atavici problemi al palazzetto dello sport, dove il riscaldamento non funzionante, le docce fredde e tanti altri disagi hanno reso impossibile continuare questa gloriosa esperienza sportiva. Non possiamo che usare una sola parola per tutto questo: vergogna, vergogna e ancora vergogna”.
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