“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò a essere felice”.
Una breve citazione tratta da “Il piccolo principe”, capolavoro dell’aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry è adatta a rappresentare lo stato d’animo dei nostri figli quando si avvicina l’inizio del Centro Estivo Cre-Grest di Campoli.
Queste poche righe, semplici riflessioni del padre di un bambino “di Campoli”, non hanno la presunzione di narrare né la storia del successo di questa attività, quest’anno ricorreva il ventennale, né la cronaca delle due settimane appena terminate con il divertente ed emozionate spettacolo conclusivo.
La volontà è invece quella di porre l’accento su un aspetto significativo e attuale: la capacità dei giovani di organizzare, coordinare e accompagnare un gruppo di bambini all’interno di un percorso fatto di giochi, tempo condiviso, valori ed emozioni.
E’ vero ed è giusto scriverlo e sottolinearlo: Campoli non è un “paese” per vecchi!
Il motore trainante del Centro Estivo è rappresentato, infatti, da ragazze e ragazzi che, attraverso la vicinanza e l’empatia che fin dal primo momento riescono a instaurare con i bambini, garantiscono la buona riuscita di quanto è stato programmato.
La condivisione degli stati d’animo, la capacità di parlare la stessa lingua, saper incoraggiare i sogni e le aspirazioni dei partecipanti, la costruzione di momenti all’interno dei quali è possibile esprimersi liberamente attraverso la musica, il ballo, il talento ma anche semplicemente il gioco e la sana competizione, trasformano Campoli in un luogo magico al pari di Hogwarts, che non a caso era il tema di quest’anno.
Così ognuno, al pari di Harry, può entrare in punta di piedi all’interno di un nuovo mondo, uno spazio a misura di bambino, in cui è possibile mettere da parte incertezze e paure e dove noia e solitudine lasciano il posto alla gioia e alla voglia di consolidare legami di amicizia che si creano e si rafforzano giorno dopo giorno.
Che sia di esempio Campoli a chi, per ragioni anagrafico-culturali, tarda ad affidare ai giovani compiti di responsabilità e coordinamento e che sia un modello questa realtà che, nei suoi aspetti pedagogici ed educativi, parte da un presupposto semplice.
Quello della vicinanza ai bambini, si basa sulla disponibilità che gli operatori dimostrano nel riconoscerne bisogni e aspettative e sulla capacità di poterli finalmente guardare e soprattutto ascoltare con il cuore!
Elio Cresci
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