Lettera di una mamma: “Solo oggi ci hanno comunicato che la mensa a scuola inizierà il 4 ottobre”

Da Strada in Chianti: "Una comunicazione che arriva il 23 settembre. E che ci dice che i nostri bambini non potranno fare orario completo ancora per una settimana e mezzo"

Gentile direttore, si è sentito spesso parlare di  scuola in sicurezza, patto di corresponsabilità, finanziamenti alla scuola e regolarizzazione di… “tot” numero di contratti precari.

Di scioperi e delle numerose difficoltà del personale scolastico, a cui ovviamente non sono rivolte queste mie righe.

Ma oggi volevo parlare dei bambini, visto che anche io lavoro con loro e per loro, e delle loro famiglie. Bambini su cui ancora oggi non si è scelto di investire.
 
Solo oggi, 23 settembre, nel pomeriggio, abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale dalla scuola elementare “Bucciolini” di Strada in Chianti, Istituto Compresivo di Greve (scuola frequentata da mia figlia maggiore) sull’apertura del servizio mensa, e di conseguenza sulla possibilità di svolgere un’attività scolastica a tempo pieno.

Tempo vivamente consigliato dalle insegnanti del plesso, perché ritenuto più congruo all’espletamento dell’attività didattica.

Stamattina, per insistenza di alcune mamme (sì, siamo sempre noi le rompiscatole!) era stato riferito telefonicamente dalla segreteria della scuola, che il servizio mensa sarebbe partito da lunedì 4 ottobre (data poi confermata dalla comunicazione nel registro elettronico delle 14 di oggi).  

Beh sì, le insegnanti ci sono (ma non è dato sapere quali e per quanto tempo) ma non si può iniziare l’attività didattica a regime, perché i bambini stanno a scuola solo 4 ore circa, al mattino.

Beh, sapere quale sia l’insegnante di tuo figlio ha poco senso il 23 di settembre, se non fosse che ne sono già state cambiate altre, e forse altre ancora cambieranno. Tutto fatto certamente per ottimizzare le risorse e per il bene comune, ma non per il bene del bambino però.

Tra i tanti i miei, ai quali viene insegnato fin da piccoli che non c’è una figura di riferimento ben stabilita, che c’è incertezza, che bisogna adattarsi e che si prende quel che c’è. Anche all’ultimo minuto. E che quindi, sempre per questa logica, la scuola non è importante. La scuola non conta.

Gentilissimo direttore, io come altre mamme, abbiamo compreso le difficoltà della pandemia, soprattutto in periodo epidemico. Abbiamo avuto pazienza, abbiamo aspettato. Abbiamo fatto DAD.

Abbiamo mandato i nostri bambini a scuola con mascherina e le assicuro che sono stati più bravi più noi. Abbiamo rispettato tutte le disposizioni. E abbiamo sperato che, finalmente, qualcosa cambiasse.

Che forse il Covid poteva anche portare qualcosa di buono.

E continuiamo ad aspettare, pazienti.

E non si tratta di trovare il parcheggio per i nostri figli. Per quanto riguarda la mia famiglia entrambi lavoriamo a tempo pieno, per il resto ci dedichiamo a loro, fortunamente con aiuto di nonni e baby sitter.

Sappiamo gestire i nostri bambini a casa, certamente.

Ma non si tratta di questo. Si tratta di perdere tempo prezioso, insegnamenti preziosi e basi fondamentali per costrure il loro futuro. E questo non tornerà più. La scuola elementare di mia figlia non tornerà più.

Si tratta di carenze gravi, si tratta di carenza di comunicazione, che è fondamentale per creare un’allenza con la famiglia e per lavorare quindi bene con i bambini.

Si tratta di poter consentire alle famiglie di potersi organizzare, di non gravare sui nonni (nel nostro caso 80enni) e di poter mettere fine a delle vacanze, per carità necessarie, ma veramente troppo lunghe per questi tempi “moderni”.

Chiedo scusa per i toni di rabbia e frustrazione, ma sono sicura di non essre sola. Sono sicura che i lettori capiranno e concorderanno con me, che c’è bisogno di crescere, di imparare, di coltivare il bisogno di sapere dei nostri bambini.

C’è bisogno di comunicazione. Solo con quella potremmo di nuovo fidarci delle nostre istituzioni, e della nostra, per quanto carente, bellissima, scuola pubblica.
 
Una mamma qualunque, di due bambini speciali.

Lettera firmata

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