Salve, mi chiamo Cosimo Casini abito e lavoro a San Martino in Cecione, frazione del comune di Greve in Chianti.
Vi scrivo con la speranza di smuovere e sensibilizzare in primis l’opinione pubblica, e conseguentemente le amministrazioni, e segnalare continui atti di inciviltà e crimini ambientali.
Che ultimamente si consumano sempre più frequentemente nei boschi e nelle campagne del Chianti grevigiano, approfittando di questo periodo di minor sorveglianza ed attenzione.
Personalmente lavoro in un’azienda vitivinicola, per la quale il paesaggio e la natura del Chianti sono sicuramente un punto di forza per la promozione dell’immagine di un territorio e dei vini in esso prodotti.
Per questo vedere mortificata e sfregiata con tale frequenza la propria natura è una cosa che non accettiamo, né personalmente tollero.

La prevenzione nei confronti di questi fenomeni è tanto semplice quanto banale.
Sufficiente l’impiego di cartellonistica che avvisi di presenza di telecamere e sistemi di videosorveglianza nei punti sensibili dove si verificano tali atti criminali, in modo da dissuadere certe azioni, come già largamente impiegati nelle aree di stazionamento di cassonetti, peraltro con ottimi risultati.
Le foto dei recenti scarichi in località Montefioralle (paese incluso nel circuito dei borghi più belli d’italia), riportano due cumuli di inerti di origine edilizia nei pressi della casetta Anas sulla provinciale 118 (km 4).
Le altre foto sono relative ad uno scarico di rifiuti di diversa natura nella piazzola che c’è nei pressi del valico di Testalepre, in cui si rinviene di tutto, dal catrame di rivestimento tetti a materiale di altra natura.
Vergognoso!
Cosimo Casini

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