SAN CASCIANO – La consigliera comunale del gruppo di opposizione misto (aderente alla Lega) Benedetta Venezia denuncia “la mancanza di trasparenza dell’amministrazione comunale di San Casciano”.
“A più riprese – dice – ho fatto accessi agli atti per verificare problematiche all’interno del nostro territorio. Ultimamente sono state inviate a mezzo pec 4 o 5 accessi agli atti, ma ad oggi alcun riscontro vi è stato se non in alcuni casi solamente parziale ed in maniera frammentaria”.
“Nel consiglio comunale del 24 febbraio – prosegue – è stata richiesta la motivazione di tale omissione a distanza di più di un mese, e l’assessore Niccolò Landi ha comunicato che negli uffici sono oberati, e bisogna avere pazienza; oltre al fatto che sono richieste tanto ampie ed avrebbero avuto bisogno di spiegazioni”.
“Spiegazioni che a regola devono essere richieste nell’immediato – incalza – e non a seguito di richiesta di spiegazioni da parte della sottoscritta. E a distanza di più di un mese!”.
“Tornando nel merito – argomenta Venezia – l’accesso agli atti è un diritto sacrosanto di ogni cittadino, e a maggior ragione dei consiglieri, tanto è che il Consiglio di Stato con una recente pronuncia ha ribadito che “è principio pacifico quello per cui l’accesso agli atti, ex art.43 d.lgs. n.267 del 2000, da parte dei consiglieri comunali costituisce strumento di controllo e verifica del comportamento dell’amministrazione, in funzione di tutela di interessi non individuali ma generali, ed è pertanto espressione del principio democratico dell’autonomia locale” (Cons. Stato-sez.V, sentenza n.8667 del 10/10/2022). Già il Consiglio di Stato-sez.IV, con sentenza n.4792 del 22 giugno 2021, aveva precisato che l’esercizio del potere di accesso di cui all’art.43, comma 2, TUOEL è finalizzato “all’espletamento del mandato” e, pertanto, deve essere letto ed interpretato in stretto rapporto all’art.42 del medesimo TUOEL. Il bisogno di conoscenza del titolare della carica elettiva deve, quindi, porsi in rapporto di strumentalità con la funzione “di indirizzo e di controllo politico-amministrativo”, di cui nell’ordinamento dell’ente locale è collegialmente rivestito il consiglio comunale (art.42, c.1, t.u.e.l.), ed alle prerogative attribuite singolarmente al componente dell’organo elettivo (art.43)”.
“Purtroppo tale concetto non è ben compreso dall’amministrazione di San Casciano – rincara – visto anche ciò che è stato comunicato dal primo cittadino, il quale a seguito di richieste a mezzo interrogazione da parte della sottoscritta, durante il consiglio comunale regolarmente registrato, ha affermato che “c’è chi soffia sul fuoco”. Forse il primo cittadino pensa che la res publica sia cosa sua o di essere esente da critiche o da richieste. Ma sbaglia di grosso: i consiglieri di minoranza hanno tutto il diritto di agire come ritengono più opportuno e più corretto, anche al fine di collaborare con l’amministrazione”.
“Collaborazione – dice ancora – parola sconosciuta anche essa, nonostante ne parlino tanto ma nei fatti è completamente il contrario visto che non accettano semplici interrogazioni con richieste di spiegazioni”.
“Auspico che tale documentazione sia inviata a stretto giro – conclude Veneiza – In difetto, come già comunicato all’amministrazione via pec, purtroppo dovranno essere utilizzati tutti gli strumenti che tutelano un diritto così importante per il consigliere, ma soprattutto per un cittadino”.
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