SAN CASCIANO – L’ultima puntata di una situazione che ormai per molti sancascianesi è, comprensibilmente, traboccata ben oltre la soglia di sopportazione, si è verificata stamani, venerdì 14 agosto.
Con tracce inequivocabili di escrementi “spalmati” sul fontanello per l’erogazione dell’acqua, in piazza della Repubblica, a San Casciano. Segnalati anche in redazione da un nostro lettore.
Modalità che fa il paio con molte già avvenute nei giorni scorsi, sempre nelle vie del capoluogo: ad esempio, sul marciapiede (e sulla vetrata) di Banca Intesa Sanpaolo, in piazza delle Erbe, mercoledì 12 agosto.

C’è anche grande certezza su chi sia l’autore di tali gesti. E che, seppur in una situazione personale complicata, ormai impatta nella vita della comunità sancascianese in modo continuo.
L’amministrazione comunale sancascianese da settimane si sta muovendo per cercare di venire a capo di una situazione che non è per nulla semplice.
Alcuni volontari e alcune volontarie, in particolare nella parrocchia, hanno fatto (e stanno facendo) il possibile. In modo ammirevole.
Ma, purtroppo, sono ormai troppe le circostanze nelle quali la convivenza è diventata (a dir poco) complessa.
Nessuna volontà di dare addosso a nessuno quindi, ma la necessità oggettiva di normalizzare una vita di comunità che, in molte circostanze, è stata turbata a ripetizione.
Rimane da capire, in un caso come questo, il ruolo (e le possibilità di intervento) del dipartimento di salute mentale dell’Asl Toscana Centro, che proprio a San Casciano ha una delle sue sedi in piazza Cavour.
A denti stretti chi sta seguendo, senza tante “armi” da poter utilizzare, ogni giorno questa vicenda, aspetta un intervento che, ad oggi, ancora non si è palesato in modo deciso.
O, comunque, non c’è stato in modo incisivo: che possa essere di aiuto e sostegno sia alla persona nello specifico, sia alla comunità.
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