domenica 5 Luglio 2020
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    Un anno fa la morte di Lorenzo Ermini per una caduta in bici nel bosco: fra dolore e memoria

    Lorenzo è accanto a tanti. Ogni giorno. Purtroppo non più fisicamente. Ma c'è. E oggi lo salutiamo da qui, immaginandolo correre libero in sella alla sua bicicletta

    SAN CASCIANO – Oggi, mercoledì 1 luglio, non è un giorno normale per molti sancascianesi.

    Di sicuro non lo è per i familiari di Lorenzo Ermini, che 365 giorni fa, a causa di una maledetta caduta in bici mentre stava percorrendo un sentiero nel bosco degli Scopeti, perse la vita a soli 30 anni.

    Non lo è per chi gli voleva bene, per gli amici, per chi lo conosceva, per i colleghi di lavoro.

    Non lo è per tanti sancascianesi ai quali gli occhi si inumidiscono ancora oggi pensando a quell’1 luglio di un anno fa. Al cuore che saliva in gola via via che le notizie arrivavano da quel bosco. Implacabili.

    Il dolore è lì. In agguato. C’è ogni giorno. Incancellabile. Ma oggi in particolare sarà pronto a mordere in ogni istante, in ogni minuto.

    Così però come il ricordo, struggente. Di un ragazzo rimasto impresso nel cuore e nella mente di tanti di noi.

    Arrivava da una famiglia contadina Lorenzo. Un’eredità familiare nata in quella casa in via di Pisignano, salda nei suoi valori. I valori dei campi. Dei cicli della natura.

    Era il 3 dicembre dell’anno scorso quando Coldiretti inaugurava la nuova sede di San Casciano, dedicandola proprio alla memoria di Lorenzo, che lavorava per l’associazione di categoria.

    Nell’occasione venne letta anche una preghiera: “O Signore, noi oggi ti preghiamo per Lorenzo, che hai voluto vicino a te troppo presto. Ti ringraziamo per avercelo fatto conoscere, per averci donato il suo sorriso, la gentilezza e la sua grande disponibilità. Ti ringraziamo per averci fatto apprezzare la sua grande professionalità. Ti preghiamo perché nel suo esempio noi possiamo continuare a fare il nostro lavoro con la stessa gioia e la sua stessa dedizione. Amen”.

     

    Lorenzo Ermini

    Dolore e dignità caratterizzarono in quei giorni, sospesi nello spazio e nel tempo, i familiari di Lorenzo.

    Che sulle pagine del Gazzettino del Chianti vollero ringraziare la comunità: “Vorremmo ringraziare tutte quelle persone che in questi momenti drammatici ci sono state vicine” dissero.

    “Il nostro non vuole essere un elenco di nomi, ma un grazie di cuore va a chi ha raggiunto Lorenzo per portargli i soccorsi, la Misericordia di San Casciano con la dottoressa e i volontari, medico e infermieri e gruppo alpinisti dell’Elisoccorso di Massa, i vigili del fuoco e il gruppo Saf di Firenze, il vice comandante della Stazione Carabinieri di San Casciano che ci è stato vicino in quei tragici momenti. E il comandante della Stazione. Il sindaco di San Casciano Roberto Ciappi e Massimiliano Pescini“.

    365 giorni. Passati con la durezza che solo chi ha vissuto questi lutti può comprendere. Un minuto dopo l’altro. Facendo i conti con un’assenza che nessuno potrà mai consolare.

    Ma Lorenzo è accanto a tanti. Ogni giorno. Purtroppo non più fisicamente. Ma c’è.

    E oggi, a distanza di un anno, lo salutiamo da qui, immaginandolo correre libero in sella alla sua bicicletta.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA 

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