GREVE IN CHIANTI – Sulla situazione del trasporto pubblico locale nel territorio grevigiano interviene la lista civica Viva-Cittadini per Greve in Chianti: "Negli ultimi 12 mesi Regione Toscana e Città Metropolitana hanno fatto due scelte che emarginano un territorio già periferico".
"La prima – spiegano – è la riforma delle tariffe TPL extraurbano con la ridefinizione di una tariffa per scaglioni chilometrici punitiva per gli utenti provenienti dalle zone più remote, la cui pazienza per gli interminabili cantieri è stata ricompensata con aumenti tariffari più alti che gli utenti urbani, con supplementi di tariffazione a bordo vessatori e nessun miglioramento nel servizio , negli orari, nei mezzi, nella disponibilità di rivendite e informazioni".
"La seconda – va avanti – e la ciliegina sulla torta, è la scelta di adottare l'abbonamento Unico per TPL urbano e TPL ferro con uno sconto effettivo sul prezzo ordinario del 30% per gli utenti della fascia più interna e del 40% per quelli della fascia intermedia (sino a 20 Km)".
"La scelta di Unico – prosegue l'analisi di Viva – sancisce un principio importante, da vera metropoli: Firenze arriva sino a Calenzano, Compiobbi, Lastra a Signa, come una vera metropoli, mentre a Greve e al Chianti tutto sembra dire: Voi restate altro, il contado dove andare a bere il vino bono e fare la gita fuori porta. Ma contado, gente che deve stare a casa sua".
In più “Il diritto dei viaggiatori urbani con i loro titoli di viaggio di salire sui bus extraurbani resta, e sanno bene lavoratori e studenti di Greve cosa significa dover dividere un bus malconcio e rattoppato con chi scende 10-20 km prima di te, ma sale prima di te e trova da sedere. E intanto da altri paesi più lontani del tuo, si arriva a Firenze in 25' e tu invece sei incerto tra i 50'-60' di orario ufficiale e gli ultimi record sul giro (anche oltre 90')".
"Ormai è necessario che il Comune di Greve in Chianti dichiari che la mobilità dei suoi cittadini è un problema politico di pari opportunità sociali, formative e occupazionali – scrive Viva – un territorio con reddito basso, che ha le sue opportunità nel turismo “slow”, nell'agricoltura di qualità, ma che inevitabilmente deve vedere parte delle sue forze migliori migrare su Firenze e la piana, andando a creare là reddito di impresa e quindi risorse per la metropoli, deve veder riconosciuto il diritto ad un azione almeno tariffaria che ne favorisca l'accesso a lavoro e formazione così come è stato fatto per la piana e per i comuni della cintura e come deve essere fatto per altri comuni nella stessa situazione. Serve che il Comune di Greve in Chianti lo dichiari nell'ambito della Città Metropolitana e che anche la Regione senta".
"Serve farlo anche guardandosi in tasca – conclude – altri comuni hanno finanziato con le loro risorse i bacini a domanda debole dei loro servizi di frazione. Regione e città metropolitana con un investimento di 130-140 mila euro hanno offerto un abbonamento che concede un risparmio minimo del 30% ad un bacino di circa 250.000 abitanti in 9 comuni. Quanto potrebbe costare un intervento analogo per soli 14 mila abitanti?".
di Redazione
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