SANT'APPIANO (BARBERINO TAVARNELLE) – La suggestiva scalinata annessa al complesso religioso della Pieve di Sant’Appiano è stata restaurata interamente dal Lions Club Barberino Montelibertas insieme ad Art-Craft di Claudio e Fabrizio Tafani e inaugurata il 30 giugno scorso con una grande cerimonia e una esaustiva visita guidata condotta da Sara Innocenti sulle bellezze del complesso religioso.
L'intervento è stato autorizzato dai tecnici della Curia di Firenze, che hanno seguito la direzione progettuale e tecnica (studio Apogeo), e dalla Soprintendenza.
La scalinata, ora agibile e percorribile in tutta sicurezza, non è sfuggita all'attenzione di una futura sposa.
La scalinata di Sant'Appiano, giovedì 11 luglio scorso, è stata, dunque, la protagonista di numerosi scatti fotografici e di un video per le prove "tecniche" di un matrimonio.
La Pieve, del resto, è una delle poche del contado fiorentino che presentava un battistero autonomo rispetto alla chiesa, ed ora è l’unica che ne conserva i resti, con le colonne in pietra, uniche superstiti di un incendio che distrusse l’edificio nel XIX secolo.
“È l’amore per la storia e la cultura, unito al valore della memoria collettiva, – afferma Virdi Sukhwant Singh, presidente del Lions Club Barberino Montelibertas – il principio su cui si basa il nostro impegno di cittadinanza attiva, ci prendiamo cura dei nostri tesori per non lasciare che i segni del tempo rovinino le importanti testimonianze che qualificano in tutto il mondo le risorse e le eccellenze del Chianti”.
La scalinata è stata inaugurata alla presenza di critici d’arte, artisti e personalità del mondo politico e culturale, oltre una folla di appassionati cittadini ed è stata benedetta dal parroco, Don Soave.
“Insieme al Lions Club Barberino Montelibertas – ha commentato David Baroncelli, sindaco di Barberino Tavarnelle – abbiamo inaugurato la scalinata restaurata che porta al piazzale antistante la pieve di Sant’Appiano dove un tempo sorse il Battistero e di cui oggi si conservano le maestose colonne romaniche. Un’opera attenta e premurosa, che rende merito della perizia dei restauratori, del ruolo culturale, di controllo e delle indicazioni della Soprintendenza che non si è limitata a dare prescrizioni ma ha fatto sopralluoghi e ha lavorato insieme ai tecnici responsabili e soprattutto della dedizione dei Lions che oggi restituiscono alla collettività un bene culturale facente parte di un complesso monumentale tra i più straordinari della Valdelsa e forse anche di tutta la provincia di Firenze”.
di Redazione
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