BARBERINO TAVARNELLE – Hanno letto le parole del WWF toscano sulle due domeniche di preapertura della caccia, domenica 1 e domenica 8 settembre, e hanno preso "carta e penna" per replicare.
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Comitato Unitario Cacciatori Tavarnelle.
Ci risiamo. Come tutti gli anni, a pochi giorni dall’apertura della stagione venatoria, riprendono vita le solite voci “contro”, use di solito a praticare moltissimo gli organi d´informazione e pochissimo la campagna, a cui piace riempirsi la bocca dei soliti luoghi comuni contro la nostra categoria, indicandoci quali unici colpevoli della perdita di biodiversità, stragi infinite e chi più ne ha più ne metta.
Chi parla spesso non sa (o preferisce fingere di non sapere) che la caccia, i cui sostenitori (è vero) sono in calo, è rigidamente regolata da leggi e le specie cacciabili vengono indicate da istituiti nazionali a seguito di studi dedicati, ed ignora che in Italia vige, tra l’altro, una legge venatoria tra le più ristrettive, se non la più restrittiva, in ambito europeo.
Fa comunque dispiacere rendersi conto che chi punta il dito contro la nostra categoria, si svegli a cadenza ciclica esatta, solo per inveire e si veda raramente quando si tratta invece di pulire i boschi, salvaguardare le colture dagli ungulati (in aumento esponenziale in tutta Europa), ed ignorare le vere cause che determinano la scomparsa di animali prima abbondanti nelle ns. zone.
Chi crede che la caccia sia un’attività priva di ogni positività, ignora che i cacciatori sono portatori di un progetto socialmente utile ovvero di aggregazione reale contro la vita sempre più connessa e virtuale; sono determinanti all’interno della società per la gestione dell’ambiente che è bene comune per tutti i cittadini; che sono portatori di una tradizione che genera rispetto verso luoghi e verso la selvaggina e dovrebbe essere di esempio per le nuove generazioni.
Non diciamo che atteggiamenti sporadici di alcuni, e non della categoria tutta, ci obblighino continuamente a dimostrare sul campo una figura virtuosa agli occhi dell’opinione pubblica, ma occorre non ignorare che la scomparsa della figura cacciatore significherà perdere una parte del nostro essere.
PS: A coloro che, a seguito di ogni articolo riguardante la caccia, occupano il web con messaggi intimidatori e offensivi, auguriamo che continuino questo loro atteggiamento in modo che anche la rimanente parte sana dell’opinione pubblica si renda conto della pericolosita’ di questi integralisti.
Comitato Unitario Cacciatori Tavarnelle
di Redazione
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