TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Adesso nella chiesa di Sant’Anna, in pieno centro a Tavarnelle, si può ammirare una bellissima opera di arte contemporanea: la Via Crucis di Luciana Bastelli, realizzata secondo lo stile figurativo moderno.
Luciana è un’ottantenne originaria di Roma, che abita a Tavarnelle da molti anni. Una signora dolce, simpatica e genuina. Dagli occhi e l’anima molto profondi. Fortemente credente.
Dietro il suo sorriso si cela una vita fatta di mille asperità. Tra le quali le complicazioni che derivano dall’aver cresciuto – praticamente da sola – Ugo, il figlio disabile, anche se Luciana “faceva con amore tutto ciò che faceva”.
La sua valvola di sfogo è sempre stata l’arte: i disegni, di cui ha la casa piena, sono come figli per lei.
Ed è proprio questa passione che la lega in modo particolare a Valentina Cappini, operatrice di “Ci Incontriamo” che ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Valentina ha aiutato Luciana a selezionare alcuni disegni, l’ha accompagnata a comprare l’occorrente per aggiustarli e insieme li hanno affissi, con il consenso di don Franco Del Grosso, in Sant’Anna. Ricavando, dalla Via Crucis personale di Luciana, le stazioni della Via Crucis di Gesù.

“Dipingo da quando sono nata – inizia Luciana – A Roma ho frequentato il Liceo Artistico, il biennio di Architettura e l’Accademia. Poi la creatività si è incanalata verso i miei figli, Ugo e Claudia, e come lavoro ho fatto la mamma. Ma l’arte mi ha sempre accompagnato”.
“Questi disegni non sono stati fatti per essere messi in mostra – racconta – Risalgono agli anni Settanta. E sono una mia liberazione: ero io che piangevo, soffrivo per mio figlio, mi sentivo inutile e incapace. Rappresentano la sofferenza in vari modi”.
“La base è la grafica, che eseguo a matita – conclude Luciana – Per me è essenziale la figura umana: non c’è niente di più perfetto. Spesso ricorre l’immagine di due persone che si abbracciano: è il calore umano che ci lega”.
“Luciana è una signora gentilissima, delicata, sorridente – interviene don Franco Del Grosso – E’ dotata di un’estrema sensibilità, anche artistica. Ha una bellissima grafica, moderna, e un delicato senso del colore”.
“La Via Crucis è la marcia dell’uomo morto – dice conclude don Franco – La sua usa un linguaggio astratto. Poggia su fondo nero, sul quale si aprono finestre con segni grafici essenziali e per certi aspetti innovativi: finestre di luce su una strada tortuosa”.
di Noemi Bartalesi
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