PASTINE (BARBERINO TAVARNELLE) – Sabato 28 settembre undici neo sommelier Ais si sono contesi l’ambita Borsa di Studio I Balzini, giunta alla sesta edizione, nel magnifico scenario dell’azienda a Pastine (Barberino Val d’Elsa).
Una giornata dove il protagonista assoluto è stato il vino, la passione più grande della famiglia D’Isanto a cominciare da Vincenzo. Che negli anni Ottanta ha dato vita a I Balzini.
E poi è stato affiancato con entusiasmo dalla moglie Antonella. Due anni e mezzo fa la loro figlia Diana, poco più che trentenne, ha ricevuto il testimone ed è diventata amministratore unico – ruolo che svolge con grinta e dedizione – de I Balzini.
L’azienda è una punta di diamante del nostro territorio. Sette ettari di vigneto dislocati sulle balze (da qui il nome) e sei vini, più la grappa. Tutto prodotto biologicamente e con grande rispetto per l’ambiente.
Sabato mattina il questionario ha permesso di valutare la conoscenza, da parte dei concorrenti, della" winery" e della viticoltura toscana.

E, nella degustazione alla cieca, i ragazzi dovevano riconoscere, tra vari vini, quello de I Balzini.
I primi tre classificati (Francesca Lorenzoni, Francesca Burchi e Mattia Carrai), proclamati alla fine del pranzo, hanno avuto accesso alla prova pubblica, tenutasi il pomeriggio. Hanno presentato l’azienda, ciascuno a modo proprio, e ne hanno descritto un vino dal punto di vista sensoriale.
A questo punto la giuria, presieduta da Vincenzo D’Isanto, si è riunita e ha decretato il vincitore: Francesca Lorenzoni.
Che ha confermato il primo posto ottenuto nella prima fase. La borsa di studio le sarà consegnata nei primi di dicembre a “Food & Wine in Progress”.
“Sono sempre più contenta di questa iniziativa – a parlare è Diana D’Isanto – Ad ogni edizione migliora l’organizzazione e i candidati selezionati sono sempre più bravi. Auguro loro di fare tanta strada in questo mondo affascinante e poliedrico”.
“Siamo davvero orgogliosi del fatto che i finalisti degli scorsi anni abbiano ottenuto posizioni prestigiose – aggiunge – Simone Loguercio, vincitore della prima edizione, è stato nominato Primo Sommelier d’Italia”.
“Il 2019 è una buona annata – racconta – A primavera eravamo preoccupati per la troppa pioggia, ma poi per fortuna il clima si è ristabilito. A inizio settembre abbiamo cominciato la vendemmia, che facciamo interamente a mano, e ora siamo quasi a fine”. “
E’ un lavoro pericoloso, perché basta una grandinata per rovinare tutto – dice ancora Diana – E di grande responsabilità: rispondo non solo per me stessa, ma anche per i miei sei dipendenti. Però è bellissimo amare la terra e promuoverne il figlio, che sento un po’ anche mio”.
“Avevo letto de I Balzini in “Fantasmi del passato”, il libro di Marco Vichi – interviene l’assessore di Barberino Tavarnelle Roberto Fontani – E’ stato un onore conoscere personalmente questa realtà”.
“Oltre alla qualità eccellente della produzione – conclude Fontanti – tengo a sottolineare l’attenzione che la famiglia D’Isanto presta all’aspetto ecologico, ad oggi più importante che mai. Speriamo che sia un modello per le altre aziende”.
di Noemi Bartalesi
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































