PANZANO (GREVE IN CHIANTI) – Vendemmia in Chianti Classico per sei ragazzi autistici: è il primo esperimento di questo genere, e verrà realizzato grazie alla disponibilità della Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus di Cesano Boscone (Milano) e l’azienda vinicola Carobbio, di Panzano in Chianti.
Da secoli la vendemmia è sempre stata un periodo impegnativo ma anche di festa, quando si raccoglievano i frutti di un anno di duro lavoro.
Dal 5 all’11 ottobre prossimo la vendemmia nel Chianti Classico diventerà anche un’occasione di approccio al lavoro per sei giovani autistici della Fondazione Istituto Sacra famiglia Onlus di Cesano Boscone, che verranno accompagnati e seguiti da due operatori.
I giovani lavoreranno alla selezione delle uve nella fattoria Carobbio a Panzano in Chianti grazie all’impegno della proprietà e del direttore Dario Faccin.
Le persone con disturbo dello spettro autistico necessitano di un’organizzazione del lavoro strutturata, hanno bisogno di risposte flessibili ma chiare, differenziate ma ripetute, integrate, continuative, coerenti.
Il lavoro verrà organizzato e strutturato in maniera chiara con consegne semplici e ben definite. La persona saprà esattamente cosa fare, quando e come svolgere il compito.
Gli obiettivi educativi sono rivolti all’acquisizione di abilità lavorative, sociali, cognitive, di autonomia e competenze trasversali necessarie per esprimere il proprio ruolo (ad esempio il riconoscimento e accettazione dei rapporti gerarchici, la puntualità, l’accuratezza nello svolgere il compito assegnato, l’assunzione di responsabilità del proprio operato, la continuità, il rispetto delle norme di sicurezza, la conoscenza degli orari, il rispetto delle regole).
È possibile prevedere per queste persone, un adattamento sempre maggiore al contesto lavorativo, e l’assunzione di un comportamento adeguato anche in funzione di una certa produttività.
"Il progetto della vendemmia ha dunque molteplici obiettivi – si legge nella sua descrizione – quello di promuovere un’esperienza per sviluppare e aumentare le abilità lavorative, quello di favorire attività sul territorio e quello di favorire lo scambio e l’interazione sociale le persone che nell’ambito del progetto dovranno coabitare, collaborare per l’adempimento del lavoro e condividere nuove esperienze sul territorio".
di Redazione
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