BARBERINO VAL D'ELSA (BARBERINO TAVARNELLE) – Per la cultura pagana il termine persona, parola di derivazione latina, indicava la maschera che gli attori indossavano per interpretare un determinato personaggio. In ambito cristiano il concetto è considerato in virtù del rapporto con l’essere, della complessità umana legata all’identità di Cristo e al mistero di Dio.
E per il mondo politico la nozione è espressa nella sua piena valenza giuridica, persona è l’essenza del diritto stesso.
Si parlerà del ruolo della persona nella storia e nella contemporaneità in occasione della serata che la presidenza del consiglio comunale di Barberino Tavarnelle ha organizzato per celebrare l’edizione 2019 della Festa della Toscana.
Venerdì 29 novembre alle 18.15 la sala consiliare del palazzo comunale di Barberino Val d’Elsa ospiterà l’iniziativa “Per un nuovo Umanesimo, la persona al centro”, un’opportunità di confronto e approfondimento coordinata dal presidente del consiglio comunale Francesco Grandi (in foto sopra).
All’iniziativa prenderanno parte padre Bernardo Gianni, Abate di San Miniato a Monte, Antonio Florida, responsabile delle Politiche per la Partecipazione della Regione Toscana e Margherita Cioppi dell’ONG Mediterranea Saving Humans.
“Affronteremo il tema del Nuovo Umanesimo – spiega il presidente Francesco Grandi – in chiave antropologica cercando di leggere gli elementi di connessione rispetto ad una prospettiva politica di più ampio respiro".
"Una visione culturale – riprende Grandi – consapevole e aperta, fondata sulla tutela dei diritti umani, sull’affermazione di percorsi concreti volti alla partecipazione alla vita pubblica e sulla valorizzazione dell’unicità dell’essere umano che, in quanto soggetto irripetibile, implica la difesa e la salvaguardai dei suoi diritti, qualunque siano i segni di appartenenza, genere, provenienza, origine culturale e sociale. In questo senso la parola persona assume pregnanza etica e si declina sul concetto di relazioni e modalità di cooperazione tra le comunità".
"Il Nuovo Umanesimo – conclude – è una nuova strada da percorrere affinché la persona venga messa al centro e si realizzino le condizioni di armonia tra uomo e natura, generi e popoli”.
Festa della Toscana 2019
Il 30 novembre del 1786 la Toscana adottò un nuovo codice penale in cui, per la prima volta al mondo, si decretava l'abolizione della pena di morte: la Festa della Toscana vuole ricordare quell'evento straordinario e affermare l'impegno per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia, come elemento costitutivo dell'identità della Toscana.
di REDAZIONE
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