San Pietro in Bossolo, la pala del Battesimo di Cristo di Elisabetta Rogai

Oggi alle 17 la presentazione dell'opera dell'artista fiorentina con l'Associazione Amici del Museo di Tavarnelle

TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Oggi, domenica 9 febbraio 2020 alle ore 17 alla Pieve di San Pietro in Bossolo, la magica Pieve Romanica immersa nelle dolci campagne del Chianti,  verrà presentata la pala ad affresco Il Battesimo di Cristo opera dell’Artista fiorentina Elisabetta Rogai, recentissima acquisizione avvenuta grazie alla Fondazione ChiantiBanca e ambientato davanti allo splendido Fonte Battesimale in pietra. 

 

La presentazione sarà a cura dell’Artista e per l’occasione sarà effettuata una apertura straordinaria del museo, iniziativa organizzata e coordinata da Piero Bianchini, dell’Associazione Amici del Museo di Tavarnelle.

 

Una opera importante, questa ultima, effettuata dall’Artista fiorentina, in procinto di partire per Mosca e la Georgia con una sua mostra personale proponendo le sue uniche performance live effettuate con la sua tecnica EnoArte usando vini di cantine georgiane. 

 

“L’affresco – spiega Elisabetta Rogai – è un metodo di pittura molto faticoso, nel quale nessuna donna nel mondo dell’arte si è fino ad oggi cimentata; di solito le donne sono infatti dedite al restauro. Non a caso, soltanto tre delle opere della mia ampia produzione, fra cui un affresco gigante presente alla Scuola di Guerra Aerea, sono stati eseguiti con questa tecnica”.

A

dare i tratti del viso e del corpo al Cristo raffigurato nella Pala, è stato l’attore Sergio Muniz. “Per i miei quadri – dice ancora Rogai – ho sempre voluto soggetti che fossero all’altezza di ciò che rappresentano. In questo caso, ho scelto lui perché è una persona perbene. Essendo infatti un quadro di natura religiosa serviva un uomo come lui, dalle caratteristiche morali belle al pari di quelle fisiche”.

 

L’Artista non è nuova ad importanti appuntamenti che la vedono impegnata ad usare materiali e tecniche diverse, oltre a dipingere in maniera classica usando olio e tempera, ma è ricordata come unica donna ad avere effettuato l’affresco celebrativo per i 70 anni della Scuola di Guerra Aerea di Firenze ed una “sintesi”, olio su tela, donata dal Capo di Stato Maggiore Aeronautico al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per gli 85 anni del Corpo, nel 2015 ha avuto l’incarico dal Comune di Siena di firmare il Drappellone del Palio di Siena, il Palio dell’Assunta, con esplicito riferimento al contenuto dell’Expo “Nutrire il pianeta”. 

 

Interessante la sua tecnica EnoArte, dipingere utilizzando il vino al posto dei colori, dunque Elisabetta Rogai riesce a “comunicare il vino” incentivando l’intersezione tra la strada dell’arte e quella dell’enologia, usando esclusivamente vino rosso al posto del colore, una tecnica unica che apre un nuovo rapporto con la materia e la natura. Il vino si fissa sulla tela e poi invecchia esattamente come farebbe nelle bottiglie passando da tonalità rosso porpora a rosso ambrato, infine il processo si arresta mantenendo la luminosità delle tinte.  

 

I riferimenti artistici sono contemporanei, echi di Guttuso, Annigoni e forse più lontanamente di Gauguin, una grande attenzione all’equilibrio compositivo e un’espressività sussurrata, a volte triste ma sempre coerente, quasi una riflessione sul destino femminile, il parallelismo fra vino e donne.

di REDAZIONE

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