FIRENZE – L'”incubo cinese” era quello che, all’inizio della pandemia da Coronavirus, faceva dormire sonni agitati in Toscana. In particolare per la situazione di Prato.
Un incubo che aveva portato a polemiche politiche violente, con il governatore Enrico Rossi al muro contro muro in particolare con la Lega. Con fiumi di parole in libertà. Anche troppa, da ogni lato la si guardasse.
Poi, durante la pandemia, si era presto scoperto che le comunità cinesi attuavano anche qui da noi quella forma di Lockdown durissimo messa in pratica in patria.
E, anzi, con donazioni di Dpi, hanno partecipato in particolare nelle prime drammatiche settimane a rifornire in qualche modo di mascherine, camici, ausili di protezione.
Oggi, all’inizio di una Fase 2 da liberi tutti, è l’ARS, Agenzia Regionale di Sanità, a raccontarci come i cittadini di nazionalità cinese si sono infettati nel territorio della Ausl Toscana Centro (Firenze, Prato, Pistoia): per scoprire che qui solo un cinese ha contratto il virus.
E al di là di facili ironie sull’isolamento delle comunità stesse, sulla mancanza di informazioni dal loro interno, è una realtà oggettiva dalla quale si possono trarre insegnamenti e fare valutazioni.
“Rispetto alla nazionalità – spiega ARS – gli stranieri sono 268, pari al 7,5% del totale dei casi per i quali è indicata la nazionalità a fronte del 13,4% della popolazione generale dell’Ausl Toscana Centro. Dopo gli italiani, le nazionalità più rappresentate sono, la peruviana, l’albanese e la rumena. Nella popolazione cinese si è registrato un solo caso di infezione da SARS-CoV-2“.
ARS che poi, aggiornata al 17 maggio, fa tutta un’analisi sull’infezione a livello di Ausl Toscana Centro.
ANDAMENTO DELLA CURVA EPIDEMICA
Nel territorio della Ausl Toscana Centro l’andamento della curva epidemica, attualmente in fase di decrescita, non è stato uniforme.
Mentre fino alla fine di marzo i tassi delle province di Firenze, Prato e Pistoia si equivalevano, in aprile la crescita dei casi nella provincia di Firenze, da considerarsi anche in relazione alla maggiore presenza di di operatori sanitari e di posti letto nelle residenze per anziani, comunità che sono state particolarmente colpite dall’epidemia e che i servizi territoriali stanno sottoponendo a screening più accurato, l’ha portata al tasso più elevato (33,0 per 10.000 abitanti all’11 maggio).
La provincia di Prato è adesso al valore più basso (21,0 per 10.000 abitanti), e il numero di casi di SARS-CoV-2 nella provincia di Pistoia è poco superiore a quello di Prato (22,3 per 10.000 abitanti).
CASI LIEVI E CASI GRAVI
La strategia di allargamento dell’offerta dei test diagnostici nel mese di aprile ha fatto emergere più casi asintomatici o pauci-sintomatici, che invece erano scarsamente rappresentati nel mese di marzo dove erano più frequenti i casi con stato clinico severo o critico.
I soggetti meno gravi, ovvero gli asintomatici, i pauci-sintomatici e i pazienti con sintomatologia lieve insieme hanno rappresentato nella settimana 4-10 maggio il 90,4% del totale, mentre sono il 9,6% coloro che si trovano in uno stato clinico “severo”.
Pertanto attualmente sono i servizi territoriali ad essere maggiormente impegnati nella gestione dei casi Covid-19.
La distribuzione degli stati clinici per genere rivela un aumento della gravità della malattia (severa o critica) al crescere dell’età, caratterizzato da valori per il genere maschile superiori a quelli registrati per il genere femminile: i casi totalmente asintomatici o pauci-sintomatici sono un quarto tra i maschi ma un terzo nelle donne.
ETÀ DEI CASI
L’età mediana dei soggetti risultati positivi a SARS-CoV-2 è di 63 anni per gli uomini e di 62 anni per le donne. La fascia di età in cui ricade la maggior parte dei casi è quella dei 55-64enni (17,7% dei casi di SARS-CoV-2), seguita da quella degli ultra84enni (17,1%), da quella dei 75-84enni (15,8% dei casi). Nella fascia di età 0-15 è stato rilevato appena l’1% dei casi totali.
LUOGO DEL CONTAGIO
Tra gli operatori sanitari, il contagio è avvenuto certamente in occasione di lavoro per l’85,3%, mentre solo per il 3,9% in famiglia; per tutti gli altri casi di infezione da SARS-CoV-2 per i quali è presente l’informazione relativa al luogo del contagio, per il 47,6% questo è avvenuto in una RSA, mentre un quarto si è contagiato in famiglia, il 3,6% in una struttura ospedaliera e il 2,3% sul lavoro.
Il 15,1% di tutti i soggetti trovati positivi per SARS- CoV-2 nella AUSL Toscana Centro sono operatori sanitari, a fronte di un valore medio nazionale dell’11,4%: si tratta di 661 operatori sanitari in totale, due su tre sono donne, con un’età mediana di 47 anni.
È opportuno sottolineare che la Toscana ha avviato a partire dal 21 aprile una massiccia campagna di screening basata sui test sierologici rivolta a diverse categorie professionali, tra cui gli operatori sanitari, che ha permesso di identificare positività in individui asintomatici, che altrimenti non sarebbero emerse; infatti la prevalenza di ricovero negli operatori sanitari è stata del 10,9%, contro poco meno del 40% nella popolazione generale.
RICOVERI
La disponibilità di posti letto sia dell’area medica che dell’area intensiva è sempre stata superiore ai posti letto occupati da degenti con Covid-19, anche grazie al fatto che le misure di distanziamento sociale e le limitazioni degli spostamenti dei cittadini sono state messe in atto in una fase dell’epidemia più precoce rispetto alle regioni del Nord. Il tasso di ospedalizzazione per Covid-19 nell’Ausl Toscana Centro all’11 maggio è più elevato del tasso medio regionale (68,0 per 100.000 abitanti vs 52,2 per 100.000), mentre il tasso di ricovero in terapia intensiva è più basso (4,8 vs 5,6 per 100.000 abitanti).
DECESSI
Quasi il 90% dei decessi ha riguardato la popolazione maggiore o uguale a 70 anni; le donne decedute per Covid-19 hanno un’età al decesso più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 87 – uomini 82). Il tasso grezzo di mortalità per Covid-19 della Ausl Toscana centro (28,4 ogni 100.000 ab.) è superiore a quello della Toscana (25,5 per 100.000); Prato ha un tasso grezzo di mortalità (17,1 per 100.000) più basso rispetto a quello delle popolazioni di riferimento, mentre la provincia di Firenze presenta un valore più elevato (33,8 per 100.000 ab.) e il tasso di mortalità di Pistoia (26,0 per 100.000) è allineato a quello della Toscana.
Per quanto riguarda le zone territoriali della Ausl Toscana centro, i tassi di mortalità più elevati si registrano nella zona Fiorentina Sud-Est, 45,5 per 100.000 abitanti, seguito dalla Fiorentina con 43,3 ogni 100.000 abitanti e quindi dalla Pistoiese con 30,2 per 100.000. La letalità di Covid-19 nella Ausl TC, al 10,2%, è in linea con il valore medio regionale (9,7%). I valori sono inferiori a quello nazionale di 13,3%.
La discrepanza con il dato nazionale potrebbe dipendere dal fatto che in Toscana è stato rintracciato un numero relativamente più elevato di soggetti asintomatici o paucisintomatici e ciò ha determinato una riduzione della proporzione dei deceduti sul totale degli infetti identificati.
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