“Operatori commerciali, turistici, artigiani, partite Iva: sta avanzando la categoria economica degli urlatori”

"Non hanno nessun pudore: né di fronte alla necessità del Paese, né di fronte alla vera miseria e a chi ha veramente bisogno di mangiare"

Sta avanzando nel nostro Paese una nuova categoria economica: quella degli urlatori.

Che non sono i seguaci di Celentano, ma è composta essenzialmente da operatori commerciali, turistici, artigiani partite Iva, piccoli e grandi imprenditori.

Cosa urlano: liquidità, liquidità a fondo perduto, si deve riaprire subito, altrimenti si muore di fame e non si riapre ma si fallisce.

Le banche non danno credito ma solo prestiti da restituire con gli interessi in tempi troppo brevi (6 anni), le bollette e le scadenze fiscali vanno eliminate per tutto l’anno, non solo per il periodo di chiusura.

Non ci sono protocolli per riaprire in sicurezza e quindi non ci si può neppure preparare per riaprire, quindi oltre il danno la beffa. Non sono state eliminate la certificazione e le tasse.

Questi i temi ed i contenuti degli urlatori. Diciamo subito che molti di questi urlatori forse vogliono cambiare mestiere, e forse aggiungo io è bene che cambino mestiere.

D’altro canto c’è tanto bisogno di manodopera in agricoltura e chi si trovasse disoccupato potrà rioccuparsi immediatamente in questo settore.

Magari in competizione con qualche estracomunitario che ha diritto di mangiare come loro e non a tre euro l’ora.

Vogliono indennizzi a fondo perduto, e non per il periodo che sono stati chiusi, ma per quanto presumono di aver perso come guadagno e fatturato.

Quanto gli viene offerto dallo Stato è comunque poco dicono loro, e comunque non deve essere un prestito da restituire neppure senza interessi ed in tempi più o meno lunghi. Quindi incentivi a fondo perduto ed a pioggia.

Non conta il fatto che lo Stato italiano abbia messo in campo grazie al sostegno dell’Europa una moltitudine di miliardi e che per colpa dei sistemi messi in atto dai loro governi (leggi, burocrazia…) abbiamo dei piccoli ritardi negli arrivi di tali fondi, dovuti ad un sistema bancario obsoleto che anziché sostenere le imprese ha dato prestiti sempre ai soliti noti, senza garanzie, e ne è divenuto una palla al piede.

Lasciamo perdere su tutti i punti che sarebbe troppo facile ribattere, e ricapitoliamo invece la situazione.

Il Coronavirus ci ha trovati impreparati meno di altri Paesi al mondo. Non sappiamo ancora se il peggio sia passato. L’opposizione urla, critica, cioè fa il suo mestiere.

La maggioranza governa secondo le regole in atto in questo Paese in situazioni di emergenza.

La situazione è difficile ed i soldi non si trovano sugli alberi, in tempi più o meno lunghi dovranno rientrare.

Queste categorie di urlatori ci dovrebbero dire dove hanno messo i soldi evasi fino ad oggi (110 miliardi…) e perché muoiono di fame dopo 50 giorni di non lavoro.

Poverini gli albergatori che vendevano un posto letto a settecento euro a notte od una spiaggia a cinquecento euro a settimana (ombrellone e due sdraio per 150, o più posti con concessioni balneari a tempo indefinito essendo poi gli stessi padroni del bar ristoro ecc…).

La mia valutazione è che costoro non hanno nessun pudore né di fronte alla necessità del Paese, né di fronte alla vera miseria e a chi ha veramente bisogno di mangiare.

Del resto i loro sistemi economici sono il vero frutto di queste pandemie e dei problemi di questo pianeta.

Ultimo aspetto che voglio trattare: le ferie.

Io mi ricordo quando ero bambino che nessuno dei mezzadri andava in ferie, ma solo i fattori ed i padroni se lo potevano permettere eppure siamo sopravissuti lo stesso.

Quindi se quest’anno non sarà possibile andare in ferie per l’emergenza virus ci andremo un altro anno o quando ci sarà la cura ed il vaccino.

Auguri urlatori.

Rino Capezzuoli

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