Azza la gazza, caduta dal nido e adottata (ma rimanendo libera) da una coppia di Tavarnuzze

Giulia e Lorenzo raccontano questa piccola-grande storia di rispetto e amicizia fra uomo e animale: "Le piace tanto essere accarezzata, beccare i capelli, il naso..."

TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Questa storia inizia con Lorenzo che nota qualcosa ai piedi di un albero. E quel qualcosa diventa un racconto bellissimo.

Un racconto che però serve anche per cercare di tutelare la sua protagonista. Che è una gazza, ribattezzata (da Giulia e Lorenzo, ovvero i co-protagonisti) Azza.

“Questa è Azza – ha scritto Giulia sui social – ve la presento perché è già la seconda volta che qualcuno tenta di prenderla”.

Una “presentazione” che si è resa necessaria, appunto, per cercare di tutelarla questa gazza. Magari da qualche mano umana poco rispettosa.

“Ad aprile – racconta Giulia – io e Lorenzo abbiamo salvato questa gazza, caduta da un nido (al Ferrone) e abbandonata dalla mamma. Ci siamo presi cura di lei perché ancora non sapeva volare, le abbiamo dato da mangiare, imboccandola boccone dopo boccone. E da bere, goccia dopo goccia”. 

“Ha imparato a volare – prosegue – e l’abbiamo sempre tenuta libera, senza mai rinchiuderla in una gabbia. È sempre stata su un albero nel nostro giardino, spesso entra in casa e dorme nella cuccia insieme al nostro cane”.

“Si fa il bagno nella ciotola dell’acqua – sorride – Le piace tanto essere accarezzata, beccare i capelli, il naso. E, da buona gazza, ha un debole per orecchini e anelli…”.

E’ diventata amica del cuore del cane di casa, “che in teoria sarebbe da caccia” dice Giulia, Tanto da andare nella cuccia insieme a lui. 

Intanto l’educazione al volo prosegue: “Ha imparato a volare sempre più lontano prendendo confidenza con i nostri vicini e con le case della nostra via. Si fa toccare, si posa sulla spalla o sulla testa, risponde se le fischi”.

In paese è quindi diventata una conoscenza di tante famiglie. E proprio per questo Giulia ha deciso di rendere pubblica questa piccola storia di rispetto uomo-animale: “Non vorremmo – ci dice – che qualcuno, agevolato dalla confidenza di Azza, volesse appropriarsene. Lei è nata e deve rimanere libera”.

“Certo, ci siamo affezionati – ammette Giulia – e lei anche se il giorno va alla scoperta di Tavarnuzze torna sempre da noi la sera. E fino a quando lei lo vorrà noi saremo sempre ad aspettarla, per accarezzarla e offrirle qualcosa da mangiare”.

“Questo – conclude – per dirvi che è un uccellino libero, che ha un nido e ha tanti amici. È una razza protetta: non prendetela per portarla in un altro posto, o per richiuderla in una gabbia. Lasciatela libera di scoprire e di conoscervi: del resto lei sa dov’è il suo albero”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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